PRC, Sciaudone: solidarietà sociale

Dal sito Internet http://www.provincialatina.tv/notizie/dettaglio.php?id=33172

PRC, SCIAUDONE: SOLIDARIETÀ SOCIALE

La concezione della solidarietà sociale, della destra che governa Latina e la provincia è la seguente: le istituzioni danno un contributo ad una associazione di cui si fidano. Ci pensino loro; sindaci, presidenti e assessori, hanno altre cose a cui pensare. Così ha fatto il Comune di Latina con il dormitorio, così fanno altri comuni, da Aprilia a Formia, passando per Cisterna. Elargiscono dei contributi, di solito poche decine di migliaia di euro, a volte molto meno. Così ha fatto la Provincia, che ha pure chiuso un proprio servizio, la sala operativa sociale – angeli custodi, e lo ha affidato alla CRI. Non avendo ancora capito la materia su cui interviene, la Provincia, recentemente ha stanziato 600.000 euro da distribuire, a pioggia, in periodo di campagna elettorale, ai possessori della social card. I più poveri potranno avere la somma di ben 20 euro al mese dell’ente di via Costa. Alla beffa dei 20 euro si aggiunge il danno: resteranno esclusi i pensionati con una pensione superiore ai 600 euro e le famiglie che non hanno bambini con meno di tre anni. Anche in questo caso il governo, nel “milleproroghe”, ha deciso una gestione privatistica della social card, che sarà affidata ad organismi esterni come la Caritas. Naturalmente dopo aver dato il contributo la nostra Provincia e i Comuni se ne lavano le mani. Non solo non gestiscono, non coordinano, non sovrintendono ma, sostanzialmente, non verificano. Anche perché i gestori potrebbero avere il loro peso elettorale e non è il caso di alimentare polemiche. I politici locali non sanno valutare e non conoscono questi fenomeni dai quali, per cultura, estrazione sociale, formazione politica, sono molto lontani. Il commissario prefettizio Nardone, a quanto pare, ha una analoga, vaga, idea della povertà. Per il dormitorio invernale ha stanziato poche migliaia di euro ed ha affidato tutto ad una cooperativa sociale e ai volontari . Siamo alle nozze con i fichi secchi. Gli operatori fanno quello che possono. Ma ieri notte, come sempre nelle ultime settimane, alle 19.30 non c’era più posto nel dormitorio. 38 senzatetto presenti. I cancelli si sono chiusi e diversi hanno trascorso la notte, con il freddo che fa, nei portoni, al pronto soccorso dell’ospedale o in mezzo alla strada. Il Comune sembra cieco e sordo e ignora, regolarmente, tutti gli appelli. Inutilmente avevamo avvertito che aprire il dormitorio senza un servizio di segretariato sociale specifico ed efficace, capace di gestire i casi dei singoli senzatetto, avrebbe creato questa situazione. Non c’è una politica di sostegno per i rimpatri volontari umanitari, non c’è chi organizzi i ritorni nei luoghi di residenza, i ricongiungimenti familiari. Alle 7 del mattino, ma a volte anche prima, sono di nuovo tutti per strada. E non c’è chi analizzi le singole situazioni e proponga soluzioni. La perla è che il commissario Nardone, o chi per lui, ha coinvolto molte associazioni, compresi scout e protezione civile, ma ha deliberatamente escluso gli operatori di ES24, che sono specialisti in rimpatri, senzatetto, accompagnamenti e casi disperati. Loro no, forse perché non sono politicamente allineati? In questa situazione come meravigliarsi se è caduto nel vuoto il nostro, ripetuto, appello ad aprire una mensa per i poveri anche il sabato e la domenica, quando la mensa della Caritas è chiusa? Noi di Rifondazione ci siamo svenati per assicurare almeno un pasto per i poveri il sabato. Come tutti sanno abbiamo organizzato per due mesi le mense per i poveri. Ora non abbiamo più fondi. La mensa Caritas è frequentata da quasi 200 persone, alle nostre cene in strada hanno partecipato 100 persone alla volta. Le istituzioni sono rimaste a guardare il nostro sforzo, sanno che risponde ad una esigenza reale, ma non ci hanno dato una mano. Già lo sapevamo, ora abbiamo la conferma: nel palazzo se ne infischiano. E il vescovo cosa fa? La Diocesi di Latina, l’altro giorno, ha tenuto un convegno sulla povertà, nella mastodontica ed eccessiva sede della Curia vescovile, quanto è costata? A cosa serve fare i convegni se non si da mangiare, potendolo fare, a chi ne ha bisogno? Lo sanno i nostri politici che aumenta un tipo di povertà diversa da quella assoluta dei senzatetto? La povertà di chi ha perso il lavoro, dei cassintegrati, delle famiglie monoreddito. Sono persone che non vanno a mangiare alla mensa della Caritas. Per cui il fenomeno è più nascosto. Ma l’ISTAT ci dice che la fascia di povertà è arrivata a circa il 10% della popolazione. Fatte le proporzioni, 10.000 persone a Latina, 50.000 in provincia. Sono famiglie che hanno una casa, non senzatetto. Ma faticano ad arrivare alla fine del mese. Risparmiano all’osso sulla spesa alimentare per far mandare i figli a scuola. Di vacanze neanche a parlarne e per i vestiti ci si adatta con quelli usati. Spesso, per fortuna, li soccorrono i parenti. Le politiche di sostegno al reddito, i servizi per queste famiglie sono stati falcidiati dai continui tagli degli ultimi anni alla spesa sociale dei Comuni. Nel nostro territorio di servizi e strutture sociali adeguate neanche a parlarne. Nell’era di Berlusconi e dei suoi, numerosi, seguaci e imitatori pontini, non dobbiamo più pagare l’ICI, ma è stato distrutto il poco welfare che c’era. Complimenti!

Sergio Sciaudone

Segretario P.R.C. Latina

Cimitero, Rifondazione: “Così muore anche la concorrenza”

Dal sito Internet http://www.latina24ore.it/latina/18323/cimitero-rifondazione-cosi-muore-anche-la-concorrenza

CIMITERO, RIFONDAZIONE: “COSÌ MUORE ANCHE LA CONCORRENZA”

Dopo il pagamento dei loculi provvisori, la variante al piano regolatore, i 6.000 euro di questa estate a quanto pare il commissario Nardone continua a mantenere un rapporto di fiducia con l’Ipogeo.

“Se fosse confermata – spiega Sergio Sciaudone di Rifondazione Comunista – l’indiscrezione che il commissario stia per concedere in gestione il servizio obitoriale all’Ipogeo per la modica cifra di 11.600 euro circa al mese e che, se questo dovesse accadere, ci sarebbe il serio rischio che alcune ditte potrebbero essere escluse dalle normali operazioni (vestizione, ricomposizione, ecc) presso l’obitorio, si andrebbe ancora una volta a mettere in dubbio il concetto stesso di libera concorrenza, poiché, a quanto pare, le ditte che potranno operare saranno accreditate ed autorizzate dalla sola Ipogeo. Sulla gestione dell’obitorio avevamo già sollevato qualche dubbio poiché le ditte operanti devono, per poter svolgere le normali attività di vestizione, pagare 15 euro più IVA all’Ipogeo, anche se a tutti gli effetti la titolarità dell’obitorio è del comune. Continua ad esserci uno strano cordone ombelicale che unisce l’Ipogeo al palazzo di piazza del Popolo che è passato dal vecchio Consiglio comunale al commissario prefettizio, il quale, in teoria, dovrebbe svolgere la normale amministrazione ma che, in realtà, tra varianti e contratti sta sempre più ipotecando il futuro di questa città. Inoltre: se il Garante della Concorrenza ha già sentenziato per ben due volte che il commissario Nardone doveva ripristinare la libera concorrenza, escludendo da determinate attività l’Ipogeo, perché non si è ancora fatto nulla in merito? Come mai Nardone intende assegnare all’Ipogeo anche il servizio obitoriale?”.

Mensa dei poveri, Rifondazione torna in piazza

Da La Provincia del 10 febbraio 2011

MENSA DEI POVERI, RIFONDAZIONE TORNA IN PIAZZA

«I poveri essendo tali non mangiano tutti i giorni. Forse è per confermare questo status che a Latina non apre ancora la mensa per i poveri il sabato e la domenica. Ci stanno prendendo in giro da mesi sull’apertura della mensa il fine settimana. Hanno prima annunciato che sarebbe stata aperta a fine dicembre, poi la data è slittata a gennaio, la fine di gennaio, la prima domenica di febbraio ma tutte le volte dimenticano di dire di quale anno – dichiara Sergio Sciaudone segretario RC -. Per sei settimane abbiamo allestito una mensa “volante” per sopperire a questa carenza che denunciavamo da mesi, pensavamo che una volta tanto le promesse sarebbero state mantenute, ma passate le feste natalizie, durante le quali si sentono tutti tanto buoni, e le primarie, gli improvvisati paladini della lotta contro la povertà si sono dimenticati ancora una volta di chi soffre. Questo fine settimana, se la mensa della Caritas sarà ancora chiusa, RC ritornerà in piazza allestendo nuovamente una mensa per i poveri. In questi mesi ci siamo sentiti etichettare in tutte le maniere a causa di questa iniziativa. Ci hanno detto che speculiamo sulla pelle di chi soffr,e che la nostra non è politica ma volontariato, che andremmo bene come missionari. Noi riteniamo che solo la politica fatta al servizio degli ultimi sia degna di essere chiamata Politica, solo chi si adopera aiutando chi soffre saprà domani affrontare concretamente i problemi, solo chi conosce la sofferenza farà in modo di non farla patire agli altri. A quei signori, che tante “attenzioni” rivolgono al nostro operato, ricordiamo le parole di qualcuno più importante di noi, parole che certa politica dovrebbe seguire: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire”».

Le arance del lavoro. L’iniziativa delle Brigate Di Solidarietà Attiva

Da Latina Oggi del 7 febbraio 2011

LE ARANCE DEL LAVORO. L’INIZIATIVA DELLE BRIGATE DI SOLIDARIETÀ ATTIVA

È approdata anche nel capoluogo pontino l’iniziativa delle Brigate di Solidarietà Attiva, Arancia Metalmeccanica, sostenuta dalla Segreteria locale del Partito di Rifondazione Comunista. Come spiegano gli organizzatori, si tratta di un’iniziativa diffusa in tutta Italia a sostegno delle lotte per la difesa del lavoro e del salario attraverso la vendita di arance biologiche. «Una campagna equa con i coltivatori e solidale con i lavoratori in crisi – si legge nel volantino distribuito –. Le arance, distribuite nei sacchetti da 2,5 kg al costo di 5 euro, sono state acquistate direttamente dai produttori siciliani che, ovviamente, non hanno fatto uso di lavoro nero». Il ricavato della vendita servirà quindi a sostenere la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende in crisi. Sulla base di questa iniziativa, gli organizzatori pontini propongono di costruire anche a Latina un coordinamento dei lavoratori contro la crisi economica, per organizzare nuove forme di solidarietà e non lasciare da soli i lavoratori colpiti dalla crisi.

Comunicato Stampa del 26 Dicembre 2010

Cena di Natale sotto il colonnato di piazza del popolo ieri sera a Latina. Vi hanno partecipato circa cento senzatetto e poveri. In maggioranza immigrati. L’iniziativa, organizzata da Rifondazione Comunista,  ha raccolto il sostegno di commercianti e singoli cittadini, che hanno portato panettoni, frutta, piatti pronti e caldi. Alcuni sono venuti con le pentole ancora fumanti e sono rimasti per distribuire i piatti. Oltre ai senzatetto già conosciuti, al popolo dei cassonetti e ai clochard oramai familiari, hanno partecipato alla cena immigrati di varie nazionalità. Ne sono state contate una ventina. L’ospite più piccolo, il figlio di una ambulante nigeriana: sei mesi. Avvertito all’ultimo momento è venuto anche un ragazzo di venti anni dello Sri Lanka che , di solito, staziona al distributore di benzina per dare una mano in cambio di spiccioli . Il ragazzo non mangiava da 24 ore. Un clochard rumeno, che vive in periferia, dentro un’automobile abbandonata, è stato accompagnato alla mensa perché non riesce più a camminare bene. Un gruppo di immigrati magrhebini, riuniti dentro la stazione delle autolinee, ha raggiunto la mensa per ultimo. C’era da mangiare in abbondanza. Quello che è avanzato è stato portato a famiglie con bambini che vivono in condizioni di grande povertà e agli ospiti del dormitorio. Il menù era composto da lasagne, lenticchie e cotechino, wusterl di pollo per i mussulmani, pasta e fagioli,  frutta e dolci. Più di qualcuno ha chiesto la doppia porzione, altri hanno portato via un sacchetto con il cibo per il giorno dopo. Mentre si svolgeva la cena un’auto girava in città per avvertire le persone che vivono in strada e in ripari di fortuna, della possibilità di mangiare un piatto caldo.

E’ la terza cena in piazza che abbiano organizzato nel giro di venti giorni – dice Sergio Sciandone, segretario di Rifondazione Comunista – per il nostro gruppo è stato un grande sforzo, ma la risposta è stata al di la delle aspettative. Ieri, la sera di Natale, erano presenti tanti nostri militanti. Ci ha incoraggiato la partecipazione dei cittadini, simpatizzanti e non, che ci hanno dato una mano. La sera della vigilia eravamo andati a portare il nostro volantino anche ai fedeli in uscita dalla messa della notte di Natale. Quasi tutti hanno colto il valore della nostra iniziativa. Se avremo ancora lo stesso sostegno vi saranno altre cene in piazza. Oltre al gesto di solidarietà l’iniziativa, come è noto , ha come obiettivo quello di richiamare l’attenzione sulla condizione dei più poveri. Una risposta ai politici locali che continuano a dire, lo hanno fatto  anche in questi giorni di Natale, che loro fanno già tanto e che ci sono già servizi efficienti per i più deboli. Si fa propaganda mentre i problemi rimangono irrisolti. Ad esempio ieri sera, più di qualcuno, chiedeva dei vestiti usati per cambiarsi. Noi abbiamo dato quello che avevamo, ma non è bastato. Cosa si aspetta ad attivare un magazzino centralizzato per la raccolta e la distribuzione degli abiti usati ? Lo chiediamo da tempo, insieme alla costituzione di un banco alimentare per la distribuzione di cibo alle famiglie in difficoltà. Non hanno neanche risposto a queste richieste, che ripetiamo da mesi.


Sergio Sciaudone segretario Latina Rifondazione Comunista