Scetticismo sulla sicurezza del nucleare. Rifondazione Comunista di Formia non crede allo studio epidemiologico

Da La Provincia del 6 marzo 2011

SCETTICISMO SULLA SICUREZZA DEL NUCLEARE. RIFONDAZIONE COMUNISTA DI FORMIA NON CREDE ALLO STUDIO EPIDEMIOLOGICO

Le rassicurazioni non bastano a sopire i dubbi di Rifondazione Comunista, scettica sull’attendibilità dello studio epidemiologico che ha escluso incidenze da parte della centrale nucleare del Garigliano sulle statistiche tumorali del territorio. Il Circolo formiano del PRC prende di mira Aldo Forte, l’assessore regionale che ha presentato lo studio realizzato dal dipartimento di epidemiologia del servizio sanitario regionale, in collaborazione con ARPA Lazio e ASL di Latina. «Che c’azzecca col nucleare? – domandano -. Lui che è assessore ai Servizi Sociali». E poi, «la conferenza stampa avrebbe dovuto farla a Castelforte o San Cosma e invece eccolo lì, nella città natale, pronto a raccontare una storiella che a tutti piacerebbe fosse vera». Per fugare ogni dubbio, «è necessario che lo studio venga reso disponibile in versione integrale». Di contro, «abbiamo chiesto una copia in formato elettronico all’ASL di Latina ma ci è stato risposto, con nostra grande sorpresa, che a loro gli era stata inviata nella sola forma cartacea e che quindi erano impossibilitati a rispondere positivamente alla nostra richiesta».

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«Poca trasparenza degli atti». Il PRC attacca l’amministrazione di Formia

Da Latina Oggi del 26 gennaio 2011

«POCA TRASPARENZA DEGLI ATTI». IL PRC ATTACCA L’AMMINISTRAZIONE DI FORMIA

Il Partito della Rifondazione Comunista di Formia attacca l’amministrazione comunale sul tema della trasparenza degli atti. Per prima cosa il PRC ritorna sulla mancata attivazione dell’albo pretorio online, ritenendola «una grave omissione che pone il cittadino nell’impossibilità di controllare quello che avviene all’interno del palazzo comunale».

Ma la questione centrale dell’affondo riguarda soprattutto «la mancata pubblicazione online della decisione, da parte della Giunta, di provvedere ad un aumento della pianta organica, cioè del numero dei dipendenti comunali, una variazione che si è resa necessaria per poter assumere un istruttore direttivo ed un istruttore amministrativo, con lo scopo di adeguare la segreteria del sindaco alle esigenze dell’amministrazione, la quale attualmente è composta da due funzionari, tre istruttori e un addetto stampa (con delibera di Giunta comunale numero 255 del 26/06/2008)».

Sulla vicenda, il PRC ci tiene a precisare che «non vi sicuramente alcunché di irregolare visto che la legge lo autorizza», ma «rimangono le perplessità sulla necessità di avere una segreteria così ampia, visto che sono altre le priorità che dovrebbero stare a cuore ad una Giunta, soprattutto in un momento delicato come questo, con la crisi economica che colpisce le famiglie, riducendone il reddito e di conseguenza aumentandone la sofferenza sociale». Ed ancora: «Evidentemente anche quando si ha ragione, si ha paura delle polemiche che possono nascere dal fatto che l’assunzione a tempo determinato delle due figure professionali richieste, è a discrezione del sindaco, visto che non è previsto un concorso pubblico, che priva così molti cittadini della possibilità di concorrere per l’assunzione. Ed è questo forse il motivo per cui sull’home page del sito del Comune non è stato riportato il testo integrale della delibera di giunta numero 5 dell’11 gennaio 2011».

Cantiere a piazza Testa, Trombetti: troppe irregolarità

Da Latina Oggi del 13 dicembre 2010

CANTIERE A PIAZZA TESTA, TROMBETTI: TROPPE IRREGOLARITÀ

La denuncia di Rifondazione Comunista di Formia stavolta si concentra sulle condizioni di piazza Tommaso Testa di fronte Largo Paone. «In pieno centro – scrive in una nota il segretario Roberta Trombetti – nell’indifferenza totale dei vigili urbani sono in corso dei lavori privi della cartello di cantiere, sul quale devono essere riportati, così come previsto dal regolamento edilizio comunale, tutta una serie di informazioni. Aggiungiamo inoltre che è mancante della segnaletica necessaria ad avvisare che nelle prossimità ci possono essere situazioni di pericolo, cosa molto probabile vista la presenza di lavori in corso che possono mettere a rischio l’incolumità di chi staziona all’interno e all’esterno dello stesso. Ma ben più grave – prosegue – sono le condizioni della recinzione adottata, di tipo flessibile, in prossimità del marciapiede pedonale, che, nelle ore di punta, può costituire un insidia per i passanti che si trovano a dover percorrere quel tratto di strada, tant’è che basta poco per cadere nel mezzo del cantiere tra i sassi della pavimentazione divelta. Dobbiamo attendere che tutto ciò si verifichi?

Un pessimo segnale – conclude – da parte di chi è deputato a farsi carico del rispetto della legalità. Ma non possiamo non chiederci: cosa si ci deve attendere se, dopo il crollo del parcheggio di Campovodice, dopo i problemi verificatisi nelle nostre scuole, ancora perseverano nel condurre i lavori in tal modo?».

Rifiuti, il dopo AMA

Da Latina Oggi del 7 dicembre 2010

 

RIFIUTI, IL DOPO AMA

 

La necessità di ritornare alla gestione pubblica del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. È quanto richiesto dai presenti all’incontro che si è tenuto alcuni giorni fa a Formia e promosso da Rifondazione Comunista. Alcune forze politiche e sociali (Movimento 5 Stelle, Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori, Rifondazione Comunista e Sud Pontino Social Forum) hanno deciso di confrontarsi, visto che è in scadenza l’appalto con l’AMA. I presenti si sono detti favorevoli ad una gestione pubblica del servizio perché «la sola che garantisce un controllo trasparente ed efficiente da parte del Consiglio comunale, impedendo inoltre possibili infiltrazioni da parte di società riconducibili alla criminalità organizzata».

L’altra priorità ha riguardato la tutela degli interessi dei lavoratori, per i quali si è auspicano che una partecipazione «ai processi decisionali, che porteranno alla scelta della modalità di gestione del servizio rifiuti». Al riguardo il PRC ha annunciato che nel mese di gennaio ci sarà una riunione con gli attuali lavoratori dell’AMA e che verrà istituito un gruppo di lavoro, «con l’obbiettivo di controllare con la massima attenzione quelle che saranno le decisioni della Giunta Forte».

Le piazze di Formia chiuse dall’ordinanza sindacale n. 61

Dal sito Internet http://www.telefree.it/news.php?op=view&id=85288

LE PIAZZE DI FORMIA CHIUSE DALL’ORDINANZA SINDACALE N. 61

È veramente imbarazzante dover commentare l’ordinanza n. 61 emessa dal sindaco Forte, per i molti luoghi comuni in essa contenuti.

Vorremmo intanto tranquillizzarlo sulle “zero probabilità” che possa veramente ottenere i risultati sperati, cioè combattere il vandalismo che sembra si abbatta a giorni alterni sulla nostra città e che colpisce le attrezzature collocate all’interno delle aree verdi, con i colpevoli che sembrano essere stati identificati in alcuni giovani che stazionano lì nei pressi, nelle ore notturne, una colpevolezza che sembra essere figlia più da segnalazioni fatte da generici cittadini che da prove reali.

Ci domandiamo se gli stessi cittadini siano stati così solerti nel denunciare lo stato di abbandono in cui versano le piazze, visto che non ci sembra che negli ultimi anni ci siano stati soldi “pubblici” spesi per migliorarne la dotazione in attrezzature o la semplice sostituzione delle panchine, ormai usurate dall’utilizzo, di chi semplicemente si siede, senza per questo poter essere accusato di vandalismo.

A questo proposito ci viene in mente il parco “de Curtis” che non ci sembra sia stato mai al centro dell’attenzione dell’attuale amministrazione comunale, tant’è che numerose sono state le segnalazioni per il degrado in cui versava (o versa), gravissimo se si pensa che è l’unica zona di verde pubblico nel quartiere di S. Janni.

La verità, che si nasconde dietro un’ordinanza del genere, è il voler continuare a ridurre i luoghi di socializzazione “pubblici” a vantaggio di quelli “privati”, accessibili solo a chi a denaro da spendere, mentre ai poveri si riservano sottoscala e poco altro.

Questo è poi il motivo che ha visto l’introduzione di un canone per utilizzare l’officina culturale, ufficialmente detta “Sala Falcone e Borsellino”, con l’espulsione in strada di tantissimi ragazzi e ragazze, che avevano trovato – in essa – un luogo di aggregazione, potendola utilizzare come sala prove e/o per iniziative culturali di vario genere.

Fortunatamente non è detta l’ultima parola visto che è ancora pendente un ricorso presso la Presidenza della Repubblica, inviato da un gruppo di cittadini, con il quale si chiede l’annullamento dell’ordinanza con cui è stato imposto il canone.

L’aspetto che più ci colpisce nell’ordinanza è l’uguaglianza tra repressione e legalità, una parola di cui spesso si abusa, ma poco praticata anche dalle istituzioni.

Ultimo esempio in ordine di tempo della logica repressiva di cui è imbevuta l’attuale amministrazione, è la questione della videosorveglianza ed in particolare delle telecamere installate a piazza Municipio, occasione questa che – se ci fossero dubbi – dimostra ancora una volta l’imperizia di chi esegue tali scelte.

Per molti mesi infatti il Comune di Formia ha violato la normativa sulla privacy, nella parte che prevedeva a suo carico, l’obbligo di informare gli interessati che stanno per accedere, o che si trovano, in una zona videosorvegliata, mediante l’utilizzo di un cartello informativo, collocato nei luoghi ripresi, cosa che è anche prevista dalla delibera n. 4 del 22 gennaio 2007, approvata in Consiglio comunale, ma per molto tempo disattesa, visto che tali cartelli (ben due) sono apparsi solo qualche settimana fa.

In questo caso è partito un nostro esposto, indirizzato al Garante per la protezione dei dati personali, con cui abbiamo chiesto da un lato di sanzionare l’omissione e dall’altro di verificare la corretta gestione del materiale (immagini/video) registrato.

Concludiamo ricordando che se le istituzioni vogliono fare qualcosa di veramente utile per combattere il disagio sociale, che inizino a dare, ai giovani, la vita che meritano, perché altrimenti sarà sempre più difficile uscire da questo vicolo cieco in cui ci siamo infilati.

Roberta Trombetti, segretario del Circolo “Enzo Simeone” Rifondazione Comunista Formia