INSIEME VERSO LE ELEZIONI

Si è svolta ieri sera l’assemblea indetta dalla Federazione della Sinistra, presenti tra gli altri i consiglieri provinciali della Federazione, i segretari di Sinistra e Libertà e Pdac. Nel dibattito, presieduto da Giampaolo Milizia del Pdci, è emersa l’ esigenza e la volontà di creare una coalizione che raccolga le forze a sinistra del PD. Secondo Sergio Sciaudone è molto interessante e sicuramente condivisibile la proposta di Mantovani di creare un blocco comunista che vada a riunire Prc – Pdci – Sinistra Critica e Pdac. La presenza del Pdac, come anche evidenziato da Mantovani, è un passo importante che segna un riavvicinamento, nella politica locale, delle due forze comuniste. A fine dibattito è stata presentata la campagna “Pomodoro Solidale”, promossa dai Giovani Comunisti di Latina, che consiste nella vendita di cassette di pomodori biologici locali con il fine di sostenere economicamente, tramite il ricavato delle vendite, la lotta auto-organizzata e auto-gestita degli operai Nexans, che hanno sempre avuto, dal Partito della Rifondazione Comunista, un sostegno non solo morale.

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PIU’ IGNORANTI, PIU’ GOVERNABILI

Nota del candidato Loreto Lenino De Angelis

È ufficialmente iniziata stamattina a Roccamassima, la campagna elettorale di Loreto Lenino De Angelis, candidato PdCI – Federazione della Sinistra / lista provinciale di Latina al Consiglio Regionale del Lazio, a sostegno della candidata Presidente Emma Bonino.

Davanti ad una platea di giovani incuriositi ed interessati, De Angelis si è soffermato sul tema della scuola, a loro più vicino.

«La scuola deve sfornare giovani sempre più ignoranti, questa la sostanza del progetto di chi ci governa e la controriforma della scuola secondaria approvata dal Governo così si può sintetizzare: 8 miliardi € in meno stanziati nell’ultima finanziaria del dicembre scorso per il prossimo triennio significano decine di migliaia di insegnanti in meno, migliaia di classi e scuole in meno, difficoltà nel fronteggiare le spese di funzionamento (taglio totale di circa 1.800 classi nella scuola elementare e di circa 1.200 classi alle medie, più di 1500 nel Lazio, di cui più della metà nella Provincia di Latina; licenziamenti di migliaia di docenti precari, oltre 1000 in tutto il Lazio di cui circa 400 nella nostra provincia).

Il tutto coniugato con un impianto culturale di un secolo fa, che nulla ha a che fare con la società contemporanea e che è solo funzionale ad una scuola classista della separazione e dell’esclusione.

Tanti meno generano due soli più: maggiori costi per le famiglie che vorranno far studiare i loro figli e un numero paurosamente crescente di giovani fra i 14 ed i 18 anni che non frequenteranno più la scuola (visto il taglio, tra i tanti, di 103 milioni € relativo la contributo per l’acquisto e la cessione in comodato d’uso dei libri di testo scolastici che andrà a colpire quasi 1 milione di famiglie, su un totale di 4 milioni).

E che dire della scuola a tempo pieno? Le ore di scuola tendono a ridursi, ancora una volta a danno di famiglie che lavorano e studenti che necessitano di sostegno: le statistiche dicono che su 135.000 classi di scuola elementare circa 99.000 (73%) sono a tempo normale e 36.500 (27%) a tempo pieno, percentuale che si riduce nella nostra regione e in questa provincia.

È necessario fermare questa deriva che priva i giovani del loro futuro: è intollerabile che il diritto all’istruzione venga negato con semplici regolamenti governativi; è inaccettabile che centinaia di migliaia di ragazzi debbano scegliere entro marzo indirizzi scolastici di cui nulla conoscono.

Dobbiamo lottare per una scuola che accolga tutti i giovani del nostro Paese, almeno fino a 18 anni, dando loro competenze ed istruzione adeguate: ciò nella consapevolezza che, nella società odierna, senza scuola, pubblica, laica e pluralista, non c’è lavoro, non esiste cittadinanza.

Per colmare il baratro bisogna riconoscere a tutti i bambini e le bambine del nostro Paese gli stessi diritti, è necessario stanziare risorse, molte risorse, perché il tempo pieno si espanda e si realizzi pienamente, occorre investire risorse perché tutti possano studiare in strutture scolastiche decorose e non cadenti.

Dalla Regione sarà necessario stanziare congrui finanziamenti per compensare i tagli del governo centrale, nei cui confronti premeremo affinché:

1) si utilizzino le immense risorse che si vogliono sprecare per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, una cattedrale nel deserto, per realizzare un grande piano di ristrutturazione e costruzione di edilizia scolastica (dieci miliardi in  tre anni), un piano che consenta a tutti i bambini e ragazzi del nostro paese di studiare in edifici decorosi e che impegnerà, per la sua realizzazione, decine di migliaia di lavoratori e centinaia di imprese;

2) si reinvestano immediatamente nella scuola le risorse tagliate in termini di classi e insegnanti per espandere ovunque il tempo pieno.

È l’esatto contrario di come questo sciagurato Governo di destra sta operando contro il futuro dei nostri giovani».

Quello che gli altri non dicono

2 marzo 2010, ore 12.30

Questione sicurezza: basta con la demagogia

Quello che gli altri non dicono

Nota del Candidato PdCI, Lenino Loreto De Angelis

E’ una delle tante contraddizioni di questo Governo che ha vinto le elezioni agitando il tema della sicurezza dopodiché ha fatto sì che, venticinquemila poliziotti manifestassero in piazza per protestare contro i tagli al loro comparto; addirittura lo stesso Ministro dell’Interno è stato costretto a protestare contro le sforbiciate al suo dicastero.

L’idea di privatizzare la sicurezza, consegnando l’ordine pubblico a milizie di partito, ha scatenato la reazione, non solo dei cittadini, ma anche delle forze di polizia, che hanno visto minacciato il loro ruolo e la loro funzione.

E con l’ultimo provvedimento ad personam sul processo breve,  semplicemente non si faranno più i processi.

Come meravigliarsi se la criminalità anziché diminuire aumenta? Mettiamoci anche che da noi i rischi della crisi sul piano della legalità sono enormemente più elevati che altrove:

1.per la fragile struttura del capitalismo italiano, dove le grandi imprese sono cresciute soprattutto grazie ai capitali statali o commesse pubbliche,

2.ma anche per il c.d. piduismo che ha significato e significa ancor oggi “privatizzazione delle decisioni politiche”, con conseguente destatalizzazione dei centri di spesa che sta determinando una recrudescenza del fenomeno illegalità, con incremento dei reati finanziari e del riciclaggio; rischi di scalate con capitali illeciti di società di importanza strategica; assenza di vigilanza su banche e di controlli sulla P.A.

Crisi economica ed illegalità consentono il rafforzamento della criminalità organizzata con conseguente abbassamento dei livelli di sicurezza: il Governo ha solo fatto finta di risolvere la questione, da un lato reiterando il tentativo di distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica con gli immigrati, il c.d. pacchetto sicurezza, vera e propria bufala, zeppo di misure inutili e al contrario sicure fonti di spreco come il ricorso ai militari e dall’altro, proprio nel momento in cui la crisi si fa più acuta, con alta probabilità di insorgenza di gravi e vasti fenomeni speculativi criminali, si sceglie la strada dell’attenuazione dei controlli e della vigilanza.

Il PdCI al riguardo ha sempre avuto le idee chiare sulle misure risolutive da attuare:

1.inasprimento delle pene per i reati strutturalmente più legati alla crisi finanziaria: insider trading, manipolazione del mercato azionario, aggiotaggio;

2.intercettazioni per i reati finanziari;

3.rafforzamento della vigilanza sulle banche;

4.legge regolatrice delle attività delle lobby per rendere trasparenti e controllabili i rapporti tra i gruppi di interesse e i politici;

5.arresto della privatizzazione delle decisioni politiche;

6.ripristino della c.d. tracciabilità;

7.nuova disciplina sul rientro dei capitali;

8 inasprimento della disciplina antiriciclaggio;

9.rafforzamento della cooperazione internazionale.

E per attenuare l’incidenza dei reati contro la P.A.:

1.abrogazione della norma che innalza da 100.000 a 500.000 la soglia al di sotto della quale la P.A. assegna appalti con il sistema della trattativa privata al posto della gara pubblica;

2.abrogazione dell’art. 18 bis del decreto anticrisi.

La sicurezza è una cosa molto seria, ma non c’è solo la sicurezza contro la criminalità, non è solo una questione di ordine pubblico, c’è la sicurezza nei luoghi di lavoro o chi ha un lavoro precario e quindi viene privato del diritto più importante di tutti.

È proprio su questo terreno che i comunisti vogliono recuperare la ragion d’essere dell’azione politica, tentando di ridare linfa vitale alla profetica analisi berlingueriana sulla questione morale.

LENINO DE ANGELIS – Appello al voto

Lenino Loreto De Angelis: l’esperienza al servizio della Regione

La Segreteria provinciale PdCI di Latina ufficializza la candidatura di Lenino Loreto De Angelis per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 nella lista della Federazione per la Sinistra.

Lenino De Angelis, 60 anni, risiede a Cori dal 1976 con la sua famiglia: padre di due figli e nonno di una nipotina.

È dipendente della Camera dei Deputati dal 1979, attualmente con mansioni apicali.

Personaggio di sicura affidabilità politica, dopo una lunga esperienza nelle fila del PCI, è stato nei primi anni ‘70 Consigliere comunale presso il Comune di Sonnino e nominato contemporaneamente segretario provinciale della Confesercenti.

Sostenitore delle principali lotte – sociali, studentesche e sindacali – e costantemente al fianco degli agricoltori pontini nella battaglia per il riscatto delle terre.

Importante dirigente provinciale e poi regionale del PdCI, ha saputo mettere a frutto la sua lunga militanza partitica contribuendo significativamente alla nascita e alla crescita di questa nuova realtà politica.

Il suo costante e tenace impegno per il radicamento territoriale e la strutturazione organizzativa del partito ha consentito l’apertura di varie sezioni dislocate in diverse realtà provinciali, tra cui quella di Cori dalla quale proviene l’unico consigliere PdCI dell’attuale assemblea provinciale.

Da sempre sensibile alle tematiche del lavoro, contro il nucleare, per una risoluzione concreta del problema sicurezza, per la pubblicizzazione dell’acqua ed una maggiore efficienza della sanità pubblica: tematiche fortemente sentite in una provincia come quella di Latina che necessita da lungo tempo di determinate posizioni e di una linea politica incisiva perché gli interventi siano concreti e i processi di sviluppo compatibili e perseguibili realmente.

IL 28 E 29 MARZO VOTA BENE, VOTA COMUNISTA,

VOTA LENINO LORETO DE ANGELIS E DAI FORZA

ALLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA

Presto On Line

Ancora un po’ di pazienza ci stiamo organizzando, sarà presto on line il Blog della Federazione dell’intera provincia di Latina.