LA BORGHESIA HA VINTO

Quando un partito che si richiama ai principi del Comunismo e apre “Antistalinista, libertario”  o l’altro con “Trockij traditore” prima ancora di menzionare Comunista  Anticapitalista,  allora vuol dire che la borghesia ha vinto la sua battaglia culturale spostando l’attenzione, l’interesse, la battaglia ideale dai valori propri della sinistra “il lavoro, il diritto allo studio, alla salute, ai servizi pubblici gratuiti ed efficienti”, su temi che estrapolati dal periodo storico, ormai,  sono fonte solo di disquisizioni tra sofisti e che nulla hanno a che fare con la realtà odierna, perché il potere deve distogliere l’attenzione da quei temi, deve lacerare la comunità, oggi quale differenza ci può essere sulla “Rivoluzione in un sol paese” o sulla “Rivoluzione permanente” se il mondo occidentale ha rifiutato il mondo nuovo che i vari Partiti Comunisti proponevano. Oggi la moderna sinistra ha abbandonato le arcaiche battaglie sull’uguaglianza, sul lavoro, sull’imposizione diretta, per dedicarsi alle più moderne battaglie sull’utero in affitto o sulla questione di genere.

Battaglie che la borghesia farà combattere e anche vincere perché l’una dispone lo  sfruttamento della donna che diventa con la maternità surrogata un elemento della catena di montaggio, l’altra disporrà la paternità e la trasposizione dei diritti coniugali, ma nessuna delle due sottopone a sostituzione il potere costituito.

Se si deve disquisire sugli errori di  Stalin si dovrebbe pensare alla  tragedia che era in corso, l’avvento del nazismo che da li a qualche anno comporterà l’immane olocausto con 50 milioni di morti di cui 25 Sovietici, tra i morti Sovietici figura anche Joseph Stalin,  il figlio di Stalin, che fu impiccato, perché il padre non volle cedere allo scambio con il generale dell’armata nazista, la morte di Trockij avviene in quel periodo buio della storia dell’umanità,  il 1940, l’inizio dell’invasione da parte delle truppe naziste e la preparazione dell’URSS alla guerra con la sua invasione nel 1941.

Allora per i Comunisti si pone un problema lasciare ai razzisti leghisti il monopolio della protesta davanti alle fabbriche, sempre più vuote, ai luoghi di lavoro sempre più precari, con lo slogan “prima gli italiani” o riporre nell’armadio della storia le divisioni culturali che sono fonte di rancori e distorsioni? Dalla risposta che la sinistra saprà dare si aprirà la stagione delle rivolte o dell’assuefamento al potere.

Oggi quando si legge della Comune di Parigi, della Rivoluzione d’Ottobre, della guerra di Spagna con le brigate internazionali, della Repubblica dell’Ossola, della Resistenza, di quegli eroi, molti nomi appaiono anonimi, sconosciuti, chiedere ad un giovane che è Vidali, Longo, o Curiel, o Pesce, o delle donne della Resistenza Teresa Noce, Carla Capponi, o della storia dell’internazionalismo proletario con Dolores Ibarruri, Frida Kalo, Ethel Rosemberg, Angela Davis  o della anonime Compagne che hanno sacrificato la loro vita all’idea del Socialismo cosa ci sentiamo rispondere? Lo sanno chi erano cosa hanno fatto? Forse ricordano Gramsci,  Lenin,  Marx, sicuramente conoscono il nome di Stalin , l’uccisore l’assassino, del comunismo com e tragedia umana come se il capitalismo nei due secoli di dominio abbia avuto solo predicatori e benefattori, cosa sanno della strage dei Comunisti Greci che non volevano deporre le armi, dei milioni di morti Comunisti nell’Indonesia filoamericana, delle guerre di Corea e Vietnam con i suoi milioni di morti e invalidi, o dell’assassinio del presidente eletto Allende in Cile, dei “desaparecidos latino americani” o vogliamo parlare delle disparità emerse nell’ultimo trentennio o dei bambini che muiono di fame nel mondo, tre milioni l’anno?

La borghesia quando si parla del sant’uomo mccarthy, l’assassino dei Rosemberg, o degli uomini della provvidenza, salazar, francisco franco, mussolini, o del beato pinochet o del benedetto shuarto, dei papà doc, o dei videla, parla di “anomalie del sistema” di “eccessi “ nella lotta al Comunismo, non come figure del capitalismo per cui quando si accusa il sistema capitalistico di strage, di affamare il popolo, di dittatura questa è la risposta “anomalie” mentre i rivoluzionari continuano a disquisire sulle colpe di Stalin o di Trocky o di Mao, quando il nemico è altrove.

Oggi più che mai è necessario ritornare ai temi che pongono il potere in discussione e questo può avvenie solo con il ritorno agli ideali che portarono l’umanità ad avere un guizzo di dignità con le Rivoluzioni d’Ottobre e quella Maoista in Cina, con le battaglie contro la guerra e per i diritti civili, con l’estenzione dei diritti dei lavoratori e ridurre il divario tra ricchi e poveri.

Solo cosi si potrà pensare di riportare al centro le tematiche che furono al centro dell’attenzione e che fecero grande il PCI  “il Lavoro” e  quindi la dignità di questo mondo sfruttato e sempre meno garantito, oggi tutte le fonti indipendenti hanno dichiarato che i lavoratori a livello di reddito sono tornai indietro di almeno 15 anni e per riportare quei redditi ai livelli del 2000 occorreranno almeno 25 anni mentre le disparità tra ricchi e poveri sono diventate abissali.

Vorrei chiudere con il motto che da quasi centosettanta  anni è  l’emblema dei Comunisti “Proletari di tutto il mondo unitevi”  e con una speranza che la borghesia abbia vinto la sua battaglia ma non la guerra, perché diversamente ai nostri figli lasceremo un mondo di guerre e di disperazione.

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