Quale Futuro

    “dalla parte degli oppressi”

Dopo la riflessione dobbiamo intervenire sul perché di una astensione dal voto da parte dei Comunisti, innanzitutto si era pensato alla presentazione di una lista Comunista per Terracina, non avendo ricevuto richieste, salvo “Il Sestante” di svolgere una campagna elettorale come alleati,  anzi qualcuno ha sostenuto che non si sarebbe tagliato le vene per 500 voti, anche se individualmente siamo stati contattati per entrare nelle liste, tanto per non sentirci in colpa per come sono finite le cose,  dopodichè per le scarse risorse abbiamo preferito dedicarci alla costruzione del fronte del “NO” per il referendum di ottobre,

Ma tornando a  questa campagna elettorale che sarà ricordata per due aspetti:

1 – la personalizzazione estrema della campagna

2 – l’estrema dispendiosità

Mai era apparsa la politica cosi manifestatamente personalizzata, americanizzata, la si vedeva dalle facce dei manifesti, dalle vele che esponeva i tre competitors che lanciavano slogan, è finita l’era dei progetti, delle discussioni, dei programmi oggi si vince o si perde dalla faccia del competitor,

Non sappiamo quanto hanno speso i partecipanti ma dalle invasioni di vele, dalle sedi aperte per l’occasione, dalle cene e dalle promesse,  cifre ingenti.

Ma una cosa possiamo permettercela di dire,  che ancora una volta la città ha scelto il vincente, non ha premiato chi magari era per qualcosa di diverso.

Oggi alla presentazione della giunta possiamo dire che il futuro ci appartiene, se saremo capaci di organizzarci per dare alla città uno sviluppo  ecosostenibile, se saremo capaci di ragionare non all’interno della parrocchietta di appartenenza ma di aprirci alla società facendo si che ognuno possa partecipare con le sue idee e le sue proposte con pari dignità e non sentirsi escluso perché non rappresenta i grandi numeri, (che purtroppo a sinistra non ci sono ormai da tempo) che possa competere alla pari, che i Partiti, le Associazioni, i Movimenti, i Singoli Cittadini che vogliono partecipare alla costruzione di una città migliore possano dialogare  liberamente, per costruire il progetto di città e la squadra di governo.

Non ci sono scorciatoie cosi come nella Resistenza si fecero i CLN per liberare l’Italia oggi dobbiamo fare lo stesso unire i soggetti che abbiano l’idea di città che unisce e progredisce tutti insieme, che riparta con una economia solidale, che sviluppi le sue bellezze naturali, che le ricchezze di cui dispone siano sottratte agli interessi dei pochi per metterle a disposizione della città.

Noi ci siamo, se nessuno offenderà la nostra storia e la nostra convinzione, perché noi non abbiamo mai offeso nessuno nella propria dignità.

Ass. Ric. Il PCI

 

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