CHI LIBERIAMO

longo CHI LIBERIAMO ……………….

Un tempo si chiese chi liberiamo “Barabba il ladrone o ……………” il popolo disse  “Barabba il ladrone” ed il potere,  in nome del popolo sovrano,  liberò il ladrone.

Quella volta quel popolo almeno gridò chi voleva libero, “Barabba”, voleva stare tranquillo dalle scorribande e non assumersi l’onere di un mondo diverso come chiedeva “l’altro” e cosi che iniziò la storia.

Oggi quel populicchio vile e codardo non ha nemmeno gridato “Barabba” ha lasciato che il potere lo liberasse in nome del popolo sovrano, che potendo scegliere ha lasciato ad altri la possibilità di scelta e lo ha fatto fare,  in loro nome.

Cosi come nel referendum sulla legge 40, fu la gerarchia ecclesiastica ad indicare la strada,  “Astensione”, così non si raggiunse il quorum, la legge ha causato danni ingenti, ci ha fatto diventare un paese talebano e se non intervenivano l’Europa e la Corte avremmo ancora a pieno regime una legge confessionale e ingiusta.

Ancora una volta il populicchio italico si ritrova che altri hanno risolto i suoi problemi.

Cosi la scelta vile dell’astensione è stata seguita da chi per conto terzi gestisce il potere sine die, ovvero sino alla fine del lavoro sporco, del compimento dell’ultimo atto di tradimento di quei morti per la libertà, perché poi il potere quello vero si riprenderà il suo seggio e li vedremo un soggetto più presentabile alle forze politiche esterne che possa rappresentare il paese e non una burletta con l’abito della prima comunione che fa il bulletto circondato dalla pletora di veline e straccioni in cerca del momento di notorietà (che significa prebende e privilegi) in nome di una politica vecchia e stantia, che per anni non è riuscita ad altri perché c’erano tutti gli anticorpi per la difesa della Democrazia.

Oggi ci troviamo ad affrontare, una tornata elettorale, amministrativa, priva di reali contenuti, ma c’è una nuova scadenza, questa si dirimente su quale strada percorrere, quella della Democrazia o quella dell’autocrazia ed è in nome della Costituzione Repubblicana, figlia della Resistenza, che dobbiamo organizzarci affinchè il referendum sulle riforme piduiste venga sconfitto e per far questo bisogna che i,  Comunisti in primis, mettano tutte le loro energie e le loro intelligenze per creare la massima unità su questa battaglia che segnerà la svolta democratica o autoritaria del paese.

calamandrei

Non sono in gioco, come dicono i servi piduisti 300 “posti a pagamento” che costano al paese miliardi, ma la stessa democrazia perché in combinazione con la legge elettorale porterà alla minoranza i due terzi del potere e il parlamento non sarà altro che il senato di Caligola,  che non avrà cavalli senatori,  ma servi che faranno della loro presenza lo specchio della loro concezione della democrazia.

I Costituenti avevano ideato il bicameralismo come elemento di riflessione puntando ad una sorta di camera alta, dando il voto a chi aveva più di 26 anni, mentre si votava alla camera a 21 anni, quindi una rappresentanza diversa e forse anche come eccesso dopo 20 anni di dittatura di una cerchia di potere assoluto.

Se vogliamo che resti al Costituzione dei Partigiani e di Terracini dobbiamo costruire l’unità dei Comunisti, delle forze progressiste ovunque collocate, dialogare con loro, portare avanti il progetto innovatore della Costituzione, diversamente saremmo costretti a subire la costituzione di gelli e verdini, perché dare la paternità alla velina ministro delle riforme,  sarebbe veramente un insulto alle intelligenze, quindi ricominciamo, strada per strada,  casa per casa,  a portare la voce della Resistenza.

Associazione Ricostruire il PCI

 

 

 

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