LA GRANDE TRUFFA

Aumentano i contratti a tempo indeterminato, aumenta l’occupazione, slogan e deliri governativi, accompagnati dagli ascari della carta stampata e delle tv.

Niente di più falso, l’unico dato certo è il costo di quest’operazione mediatica che favorisce le imprese a danno dei lavoratori, cosa che succede da oltre venti anni, 11 miliardi di euro.

11 miliardi di euro di costi trasferiti dalle imprese al lavoro, infatti quello che era “salario” secondo le più autorevoli scuole economiche, viene annullato, scompare nel nulla a favore dei prenditori che assumono a tempo indeterminato che con il jobs act è come dire un precario sine die, considerato che non si applica a questi contratti l’art. 18, infatti lo scopo del giullare toscano solerte realizzatore del piano piduista, è quello di distruggere la previdenza pubblica a favore di quella privata e quindi, trasferire il costo dall’impresa al lavoro.

Certamente quel barlume che appariva con le nuove assunzione distoglieva l’attenzione sui futuri scenari previdenziali, già abbastanza bui, non a caso che la pensione coprirà il i 54/55% del salario, dopo 40 anni di lavoro,  con la rapina di 11 miliardi al termine del periodo renziano si decurterà notevolmente non affluendo risorse al fondo pensione, perché lo stato non verserà nei fondi il dovuto, ma lascerà che quel fondo si assottigli al fine di rendere la previdenza pubblica marginale costringendo i lavoratori a sottoscrivere polizze private dove i profitti sono dei grandi gruppi e dei managers superpagati, attuando il programma piduista per la distruzione delle conquiste del 900 e della subalternità del lavoro salariato a favore del capitale, determinando una ulteriore perdita di quota all’interno del PIL,  quindi lo sgravio contributivo, non accompagnato da un recupero dalla fiscalità generale significa una DECURTAZIONE DEL SALARIO DIFFERITO.

Negli anni in cui la sinistra perdeva, ma era rappresentata da un grande Partito, il PCI, la quota di PIL legata al salario era del 32/33%, oggi è scesa al 27/28%, ma con una precisazione che i pennivendoli della carta e delle tv e gli ascari dell’istat non  specificano,  in quella percentuale ci sono i compensi dei marchionne, tronchetti provera, profumo, etc,    in quanto gli amministratori delle società sono “lavoratori parasubordinati” e i loro appannaggi sono nel calderone, quindi si può affermare che negli ultimi 20 anni il salario è stato decurtato di almeno 10 punti di PIL a favore del capitale.

Serve invertire la rotta, non solo per motivi di umanità e giustizia, ma perché continuando su questa rotta si avvererà il programma liberista che nel 1994 ha avuto il nobel  per l’economia, il neoschiavismo e il trionfo della reazione che porterà a scontri mortali, perché un popolo affamato deve scegliere se morire di fame o combattendo e non tutti saranno cosi vili da morire di inedia e di stenti.

Per questo è necessaria l’UNITA’ dei Comunisti ovunque essi siano per costruire l’alternativa a questo stato di cose, si può restare collocati nelle proprie parrocchiette ma serve un’unità d’azione, l’apertura del conflitto sul lavoro, sui beni pubblici, sull’istruzione, sulla sanità, sulla rappresentanza, ma come momento unitario e unico perché su questi temi non ci può e non ci deve essere gradazione o disinteresse.

Terracina – 02/04/2016                                                      Ricostruire il PCI

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...