“Lo sciopero dei Cobas è legittimo”. Bernocchi difende il blocco degli scrutini, legge alla mano

Lo sciopero dei Cobas “è perfettamente legittimo” e che i “sessantottini” volessero il “6 politico” è “una leggenda”. Piero Bernocchi, comincia la settimana, cruciale per il ddl scuola, smentendo le affermazioni fatte nel week end sia dal Garante sugli scioperi sia dal Premier Renzi. Intanto, i voti sulle singole parti del testo vanno avanti. Dopo i presidi-manager oggi è il turno delle cosiddette assunzioni dei precari. E anche le mobilitazioni non demordono. Palermo stasera scenderà in strada per una fiaccolata promossa dai sindacati confederali. 

Non è affatto vero – spiega il leader dei Cobas – che l’accordo del ’99, sottoscritto da tutte le principali sigle sindacali, vieta categoricamente la proclamazione di scioperi in concomitanza con le giornate in cui si effettuano gli scrutini finali. Quell’intesa, attualmente in vigore e allegata al Contratto nazionale di lavoro sottoscritto il 25 maggio 1999 da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda recita: “Gli scioperi proclamati e concomitanti con le giornate nelle quali è prevista l’effettuazione degli scrutini finali non devono differirne la conclusione nei soli casi in cui il compimento dell’attività valutativa sia propedeutico allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione. Negli altri casi i predetti scioperi non devono comunque comportare un differimento delle operazioni di scrutinio superiore a 5 giorni rispetto alla scadenza programmata della conclusione”. Insomma, si può scioperare a patto di non bloccare gli scrutini delle classi “terminali” dei cicli di istruzione. “E noi – fa notare il sindacalista – abbiamo escluso dallo sciopero tali scrutini; non si può differire la conclusione degli scrutini per più di 5 giorni e noi abbiamo convocato lo sciopero per 2 giorni. Limpidissima la legalità, non le pare Alesse?”.

Bernocchi, dopo aver tirato le orecchie agli altri sindacati per non avere replicato anche loro al Garante, risponde al “Cattivo Maestro Renzi”. “Non siamo noi ‘a giocare con la pelle dei ragazzi’, ma è il tuo governo, cercando di imporre la cattiva scuola del preside-padrone (a tua immagine, di premier-padrone). Noi stiamo cercando, lealmente (abbiamo respinto, ad esempio, ogni scappatoia del tipo ‘diamoci malati agli scrutini’), di bloccare una legge sciagurata che – osserva Bernocchi – non solo la stragrande maggioranza dei lavoratori della scuola respinge, ma anche tantissimi genitori e studenti, gli stessi che hanno impedito in prima persona, e persino più dei docenti Cobas, di effettuare gli insulsi e umilianti quiz Invalsi”.
Quanto poi al riferimento fatto da Renzi al ’68 e al “sei politico”, Bernocchi proprio non ci sta e al presidente del consiglio spiega: “le leadership dell’epoca amavano la cultura e la scuola (anche se la ritenevano classista) ed erano assai più preparati e ‘acculturati’ della stragrande maggioranza dei politici delle ultime generazioni, compresa la tua. E non avrebbero mai potuto chiedere o accettare un presunto ‘6 politico’, perché‚ in genere avevano la media dell’8!”.

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