A PROPOSITO DI SANITA’: IL CASO DEL GASLINI DI GENOVA

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Si avvicinano le lezioni regionali e i candidati elargiscono proposte a pioggia per il miglioramento della sanità ligure. La situazione nei reparti è molto seria a causa delle croniche carenze di personale e alla disorganizzazione del lavoro. Oss che svolgono mansioni infermieristiche (con rischi innanzitutto per la salute dei cittadini ed anche di cause legali con dispendio di soldi pubblici) e infermieri che, a causa della carenza di Oss, sono costretti a svolgere mansioni demansionanti(recentemente il Tribunale di Cagliari ha condannato Asl a risarcire infermieri per questo motivo).
Ma al Gaslini di Genova si è andati oltre. “Tutti fanno tutto e anche dappertutto”. Fino a poco tempo fa, a causa di carenze di personale, gli operatori potevano essere chiamati ad aiutare in altri reparti. Ormai la prassi sembra essere diventata questa. Ma il tutto avveniva tramite ordini di servizio che tutelavano il lavoratore e anche l’utenza poiché questo strumento non può essere utilizzato routinariamente.
Recentemente invece l’amministrazione si rifiuta di inviare ordini di servizio e basta una semplice firma su un foglio per testimoniare il servizio in altri reparti oltre quello di appartenenza.
Ad una lettura superficiale può sembrare una “piccola” questione mentre in realtà questo strumento permette di rendere indimostrabili le carenze di personale, aumenta carichi di lavoro e stress lavoro correlato(normativa che tutela lavoratore e utenza ma che sembra non interessare all’amministrazione del Gaslini), aumento di rischio di errore.
Chiediamo pertanto all’attuale assessore di intervenire immediatamente per abolire questo strumento che probabilmente permette ad alcuni dirigenti di raggiungere alcuni obbiettivi inerenti ai premi produzione ma che causa maggior rischio per incolumità utenti, lavoratori e denaro pubblico.

Genova, lì 12/05/15

Rsu Usb Gaslini

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