La Buona Piazza

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MINORANZE CHIASSOSE

Una minoranza chiassosa si è svegliata questa mattina prima del sole, ha occupato le piazze. La mia è così minoranza che ha chiuso tutte le scuole. Non era mai successo prima.

Si è messa in testa di rappresentare il paese senza fischi e infinite parole. Arriva a piedi senza mezzi. Parla la stessa lingua di gioia e rabbia, ha la stessa storia di tagli al futuro, le stesse tradizioni senza privilegi e senza soldi, dove si è sempre piùdiseguali e soli. Pratica la religione della scuola come legame che non lega ma che forma e libera. Chiede dignità. Respinge i colpi della maggioranza che distrugge ciò che non conosce e crede nella miseria dei premi e delle punizioni. Una minoranza diffusa, senza riferimento ad un solo territorio e che però ne sceglie uno in cui sfilare o da occupare, per difenderlo e farne luogo d’incontro e di informazioneperché i sordi possano ascoltare.

Una minoranza che mira alla felicità. E che oggi ha dato prova di appartenenza, sulla base di una cultura comune di solidarietà e fierezza si è sentita Paese, si è scoperta maggioranza della scuola, quella che vogliono cambiare ignorandoci, in questo mondo capovolto dove le parole del potere rovesciano il senso e lo imbrogliano nei giochi di chi vuole a tutti i costi vincere. Senza capire che non c’è nessun nesso tra governare ed essere nel giusto.

La minoranza, che tale non è, questa mattina ha sfidato l’invasore, il non eletto. Una massa critica e libera che con la propria banalità del bene si è mobilitata oggi e continuerà a farlo domani e nei giorni a venire, fino al ritiro dello scarabocchio di legge di questo governo autoritario.

«La scuola è partecipazione, non è opera di un Faraone» abbiamo scritto su uno dei cartelli della nostra protesta. E noi caro sottosegretario eravamo qualcosa di più di un chiasso minoritario. D’altronde tutta la storia – ha detto Ralph WaldoEmerson – è la testimonianza del potere delle minoranze. A rivederci. La festa ricomincia da capo.

Rosaria Gasparro, maestra, San Michele Salentino (Brindisi)

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“La partecipazione è massiccia la scuola pubblica e democratica in Piazza! Un atto di pedagogia democratica e una lezione per il governo… ” Alain Goussot

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Luciana Bertinato, maestra:

Oggi sciopero…tra le analogie e la speranza.

«Questo momento storico ha bisogno di maestri nuovi, professionalmente e civilmente preparati, che assumano un ruolo propulsivo nel corpo della nostra società. (…) C’è stata la diffusione capillare della TV, proliferata in modo selvaggio senza un codice etico. E c’è stata la crisi di un sistema politico degenerato. A livello internazionale sono caduti muri e miti, con le relative ripercussioni politiche. Eppure io noto analogie fra il momento del dopo guerra e quello di oggi. Come allora, anche oggi c’è bisogno di ricostruire moralmente una società, recuperando valori abbandonati.»
Mario Lodi, Il paese sbagliato (Einaudi)

“I principi sui quali ho fondato l’attività delle mie scolaresche in tutti questi anni tendono a realizzare una comunità in cui i bambini si sentano uguali, compagni, fratelli; essi non avvertono e non hanno al di sopra uno che li comanda e li umilia, ma un maestro che li guida alla esplorazione della vita. In questo tipo di comunità ovviamente non c’è il voto e nessun altro timore. C’è invece la motivazione a tutto ciò che si fa. E tra i fini delle attività c’è quello della felicità…”.
Mario Lodi, Cominciare dal bambino 1977

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