Scuola, ecco come sono andate le cose a Bologna durante la contestazione a Renzi

“Non ci facciamo certo spaventare da tre fischi”…e allora perché il Parco della Montagnola, location della Festa Nazionale dell’Unità, era circondato e presidiato da svariate centinaia di forze dell’ordine?”. E la domanda che i Giovani comunisti-e di Bologna hanno messo all’inizio della loro ricostruzione dei fatti di ieri a Bologna, dove la polizia ha caricato chi voleva contestare il premier alla festa dell’unità. 

Questa la ricostruzione nei passi salienti del documento (versione integrale) dei Giovani comunisti-e firmato da Guglielmo Migliori. “Nella giornata di oggi, 3 Maggio 2015, Rifondazione Comunista Bologna ha aderito insieme ai Giovani Comunisti e ai suoi Studenti Medi al presidio di protesta organizzato in Piazza VIII Agosto dagli insegnanti precari e da Cobas Scuola; impossibilitati a protestare dinanzi al “nostro” presidente dai consistenti muri di poliziotti davanti all’ingresso del parco, abbiamo battuto all’unisono sulle nostre pentole e intonato insieme “Bella Ciao”, il canto della Liberazione: tanto è bastato perché gli agenti si infilassero i caschi e la tenuta antisommossa”. E poi continua: “Una volta sopraggiunti i compagni dei collettivi e dei sindacati di base, che hanno chiesto di poter accedere al comizio di Renzi, le forze dell’ordine hanno fatto partire le cariche: una repressione sconsiderata, nessuno aveva devastato, imbrattato, rotto nulla, solo violenza gratuita. Un ordine solo insomma: caricare tutti e indistintamente, fossero studenti, insegnanti oppure passanti”.
Secondo Migliori sono “tristi e commoventi le immagini di una ragazza che piange disperata, ricoperta di sangue dopo essere stata calpestata e manganellata da un poliziotto: il suo primo piano – un volto distrutto, coperto da lacrime e sangue –, insieme a quello dell’anziana signora a cui un celerino ha rotto senza motivo un braccio e una spalla, mettono in luce una contraddizione assurda e paradossale: la polizia non interviene contro i black bloc ma usa la violenza contro cittadini pacifici e innocui?”

“Gli agenti di polizia – aggiunge Migliori – perquisivano e controllavano i documenti di chi voleva entrare alla convention. Nonostante i controlli sistematici, sono riuscito ad “infiltrarmi” all’interno della zona presidiata dalla polizia insieme ad altri compagni dei Giovani Comunisti. Ci siamo recati subito presso il palco principale, presso la rotonda dei Caduti di Nassiriya, dove si stava svolgendo il comizio del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Abbiamo dato vita a una agguerrita contestazione al premier, toccando i temi del lavoro, della legalità e della scuola che Renzi vorrebbe “riformare” e deteriorare. In un istante ci è piombato addosso il servizio d’ordine del PD, che spingendoci via in malo modo ci ha intimato di allontanarci dal comizio; al nostro rifiuto, circondati e provocati dalle guardie di Renzi, è nato un feroce diverbio fra noi e il manipolo dei “no pasaràn” del premier. Ci hanno insultati, sgomitati, vezzeggiati con eleganti e rispettosi epiteti (da sottolineare la matrice sessista e fascista di certi slogan, anch’essi tipici stilemi di un partito che si afferma “democratico”, gridati alle compagne che erano con noi, fra cui l’epico “troia frustrata, da quanto non scopi?” [sic])”.

“A fronte di argomentazioni ragionate e scientifiche, basate sullo studio e sull’analisi teorica dei testi di legge delle riforme, abbiamo ricevuto dal PD accuse insensate e balorde come il fatto che “lo sciopero del 5 Maggio è stato programmato dai sindacati per fare il ponte lungo” (sic, affermato da un giornalista durante una delle interviste che ci hanno fatto e che ovviamente non sono state mandate in onda)”, prosegue Migliori.
“Bisogna inoltre sottolineare come i media di regime, asserviti al potere di Renzi dai grandi gruppi industriali che li posseggono (e che hanno tutto l’interesse a screditare le istanze del movimento), abbiano già avviato la “macchina del fango” diffondendo unicamente le foto generiche degli scontri, spostando l’attenzione dei lettori alle consuete scene di violenza e cercando di far passare le proteste di oggi, pacifiche, legittime e fondate, come il proseguimento ideale dell’azione dei Black Bloc a Milano”, conclude Migliori.
Rifondazione Comunista, i Giovani Comunisti e gli studenti medi si schierano dalla parte di tutti i cittadini e contestatori che oggi hanno affermato il proprio diritto a far sentire la propria voce nei luoghi del potere.

Advertisements