“Italicum golpe bianco, cosa aspetta Mattarella? Il sit-in di protesta sotto Montecitorio

L’opposizione esce dall’Aula prima del voto sull’Italicum, mentre all’esterno del “palazzo” esponenti della sinistra e militanti del M5S occupano piazza Montecitorio con striscioni contro Matteo Renzi “a difesa della Costituzione” (video).”Il governo Renzi è protagonista di un golpe bianco contro la democrazia repubblicana: cosa aspetta Mattarella ad intervenire?”, chiede Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. “Noi non ci arrendiamo. La Costituzione non si tocca, no alla legge truffa”, si legge su un piccolo cartellone esposto da uno dei partecipanti al sit-in. Oltre a Rifondazione comunista ci sono L’altra Europa con Tsipras, “Giuristi democratici”, “Libera cittadinanza”, i “Comitati Unitari per la Costituzione”, “Giustizia e Libertà”, Sel. In totale circa duecento persone, qualcuno intona “Bella Ciao”. In uno dei cartelli c’era scritto ”Renzi truffatore di rappresentanza” si leggeva in uno di questi.
Ferrero ha invitato tutti a mandare telegrammi al presidente Sergio Mattarella affinché‚ non firmi la legge, una raccolta di firme per un referendum abrogativo e la proposta di una costituente di sinistra da contrapporre “al partito di Confindustria”. “I fatti sono semplici: il PD, che è un partito di minoranza – spiega Ferrero – nel paese ed è maggioranza alla Camera solo grazie ad una legge incostituzionale come il porcellum decide a maggioranza di fare una nuova legge elettorale ancora peggiore del porcellum, perché‚ può consegnare il governo del paese e l’elezione del Presidente della Repubblica ad una forza politica che prenda anche solo il 30% dei voti al primo turno. Per questo chiedo al Presidente della Repubblica di intervenire: i partigiani – conclude – non sono morti in montagna per questo schifo degno di un regime”.
Sull’altro lato della piazza una ventina di militanti M5Shanno scandito slogan come: ”fuori la mafia dallo Stato”. Al gruppo di manifestanti, a un certo punto, si sono aggregati anche i due dissidenti del Pd, Pippo Civati e Stefano Fassina. Anche a loro, pero’, i militanti del Prc hanno riservato qualche fischio. Per Sergio Cofferati, nel Pd “ci saranno dissensi, ma alla fine Renzi andra’ avanti perche’ ha legato tutto alla legge, a tal punto da lasciar intendere che questa legge gli serva non per arrivare al 2018 ma per arrivare al 2016, anno in cui si potrebbe votare. Questa legge elettorale e’ brutta, adesso siamo ad un passaggio molto delicato. L’uso della fiducia su una legge con queste caratteristiche e’ un vulnus che potrebbe provocare tensioni che nell’immediato futuro avrebbero solo ricadute negative”.
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