May Day Parade, la rabbia “Explode” a due passi dal centro-vetrina di Milano, ma l’iniziativa è un successo di partecipazione

Vetrine spaccate, soprattutto di banche, automobili e negozi incendiati, bombe carta e pioggia di sassi contro i plotoni di polizia e carabinieri schierati in forze. La rabbia anti-Expo ha dato il massimo di sé oggi pomeriggio a Milano. La polizia, che ha fatto ricorso ad un uso massiccio di lacrimogeni e idranti, ha effettuato alcuni fermi. La zona interessata è quella intorno alle stazioni della metropolitana di Cadorna, Pagano e Conciliazione. L’area era stata considerata una sorta di zona rossa perché contigua all’Expo Gate di largo Cairoli. E invece la coda del corteo l’ha penetrata come il burro disperdendosi in gruppetti. L’iniziativa May Day Parade è terminata come previsto in piazza Pagano intorno alle 17.30. A parte il “cinema” di alcuni, l’iniziativa è stata un successo di partecipazione, con una presenza superiore alle 25mila persone. In questi giorni c’è stata una “azione preventiva” da parte delle forze dell’ordine piuttosto dura con arresti e perquisizioni.

Il corteo (qui la cronaca) era partito attorno alle 15 da piazza XXIV Maggio, colorato, rumoroso e molto partecipato come altre iniziative organizzate per il primo maggio anche se quest’anno dedicato in particolare a Expo.
Percorso previsto la circonvallazione esterna, lungo corso Ticinese, fino a Pagano, in modo da evitare contatti con il centro cittadino. All’inizio i manifestanti si sono limitati a scritte sui muri e sulle vetrine e a qualche lancio di oggetti contro la polizia. Ma in corso Magenta è scoppiata la protesta più dura,con danneggiamenti vari. Poi hanno lanciato bombe carta, prima contro vetture parcheggiate alcune delle quali hanno preso fuoco, poi nei negozi e nei box dai quali si sono alzate alte colonne di fumo. Una serie di petardi sono stati lanciati anche contro la sede della Bnl in piazza Virgilio. La polizia ha cominciato a caricare i manifestanti e la parte finale del corteo è stata dispersa con lancio di lacrimogeni attorno a piazzale Cadorna, da cui parte anche il Malpensa Express. Gli accessi della stazione sono stati chiusi. Una parte del corteo ha proseguito subito dopo la fine il suo percorso verso piazzale Lotto, allontanandosi così dalla zona degli scontri.

La Cub, che ha partecipato alla mobilitazioni insieme ad altri sindacati di base, tra cui Cobas e Usb, ribadisce in una dichiarazione di Cosimo Scarinzi che “i veri temi al centro della protesta sono la difesa dei diritti del lavoro e dell’art.18, la contrarietà al jobs act, la denuncia di sprechi e corruzione legati alle grandi opere e la necessità di uno stato sociale reale per scuola, sanità, casa, sussidio di disoccupazione e pensioni”. “Le forme di lotta che la Confederazione unitaria di base pratica – ha concluso Scarinzi – sono le lotte di massa che coinvolgono l’insieme dei lavoratori e dei cittadini, come lo sciopero dei mezzi pubblici a Milano il 28 aprile”.

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