Franco Tosi: 33 operai morti di mesotelioma e 2 ammalati, ma per il Tribunale di Milano nessun colpevole

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Assolti i dirigenti imputati della morte di tanti operai. Alcuni degli 8 dirigenti sono stati assolti “perché il fatto non sussiste”, altri per “non aver commesso il fatto” .
L’ha deciso il giudice della quinta sezione penale di Milano dott. sa Cannavale.
Ancora una volta il “diritto” a fare profitto del padrone viene prima della “giustizia”della salute e della vita umana.
Gli 8 ex manager della Franco Tosi, storica fabbrica dell’hinterland milanese che produceva turbine, sono stati assolti dalle accuse di omicidio colposo e lesioni colpose in relazione a oltre 30 casi di operai morti per mesotelioma.
I lavoratori sono morti o si sono ammalati dopo aver lavorato fra gli anni Settanta e i primi anni novanta nello stabilimento in cui, hanno respirato fibre di amianto senza adeguate misura di sicurezza
In particolare gli otto ex manager dell’azienda Franco Tosi spa, erano accusati di omicidio colposo e per violazione delle norme antinfortunistiche.

Fra gli imputati assolti c’è Giampiero Pesenti, attuale presidente del Gruppo Italcementi, imputato e membro del comitato esecutivo dell’azienda dal marzo ’73 all’aprile ’80.

Questa sentenza, che arriva dopo l’assoluzione del padrone dell’Eternit in Cassazione e dopo l’assoluzione dei dirigenti della Centrale Enel di Turbigo per le morti di amianto degli operai della stabilimento, dimostra l’orientamento di totale asservimento al potere economico e politico, ai poteri forti, che la magistratura assume nei processi in cui sono vittime gli operai morti per amianto, sul lavoro e di lavoro.

In particolare questo lo vediamo nelle sentenze della quinta sezione del Tribunale di Milano dove prevale la tesi che: uccidere i lavoratori per non aver rispettato le misure di sicurezza e la prevenzione non è reato.

Il segnale che evidentemente il potere economico –politico e il governo vogliono dare ai paesi che partecipano all’EXPO è proprio questo: investite in Italia, perché qui possibile fare profitti calpestando i diritti, la salute e la vita degli operai.

Contro tutto questo la nostra lotta continuerà, nelle piazze, nelle fabbriche e anche se in Italia c’è una giustizia di classe che privilegia il diritto del padrone, nelle aule di tribunale, cercando anche altre strade per ottenere giustizia.

Sesto san Giovanni (Mi) 30 aprile 2015

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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