“Se pensate che la scuola sia costosa provate con l’ignoranza”. Cresce il fronte di lotta del #5M. Anche la Fiom in piazza

La giornata del 5 maggio si appresta a diventare la più classica delle battaglie campali per il governo Renzi. E così tra uno strappo sull’Italicum, interno al Pd, e un redde rationem sulla scuola, ecco che il Vietnam della crisi politica di maggioranza ed esecutivo non sembra più essere una ipotesi così strampalata. Imtanto il cosiddetto ddl di riforma rischia seriamente di non stare nei tempi preventivati, con il risultato che il punto più delicato, l’assunzione dei precari, torni ad essere soltanto una delle tante promesse dell’ex sindaco di Firenze.
Ieri la segreteria nazionale della Fiom-Cgil ha deciso di sostenere l’iniziativa di lotta per fermare la riforma della scuola invitando tutte le strutture della Fiom “a promuovere la partecipazione assieme a tutti i lavoratori della scuola, agli studenti, ai lavoratori e ai cittadini alle manifestazioni di Milano, Roma, Bari, Cagliari, Palermo e Catania”.
Il 5 maggio il sindacato di Maurizio Lanini partecipera’ alle manifestazioni “per rivendicare una scuola che sia pubblica, gratuita, non precaria, sicura, autogovernata, democratica, formativa, laica e libera”.
Sempre in vista del 5 maggio, l’Unione degli universitari ha organizzato per oggi 29 aprile un flash mob in tutta Italia. “Faremo un flash mob in tutte le università italiane per ribadire al Governo lo stato disastroso delle nostre università, per ribadire che se si pensa di affrontare i temi dell’Università come si è fatto per la buona scuola il 5 maggio sarà solo la prima di tante date di mobilitazione”, dichiara Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’Unione degli Universitari. Il percorso sulla Buona Università che ha preso forma a partire dal 26 Febbraio allo ‘YouniversityLab’ e che doveva coinvolgere i diversi soggetti protagonisti quali gli studenti non è il percorso che ci prefiguriamo considerato che si è risolto in un documento esclusivo delle parti sociali e che in pochi hanno avuto la possibilità di leggere. Così la Buona Università come la Buona scuola rischia di risolversi in processo esclusivo e decisionista, in cui l’ascolto degli studenti e della comunità accademica è solo una finta facciata”.Ieri a Firenze, infine, un gruppo di sigle sindacali ha portato la protesta nel campo nemico. Un corteo, partito dalla stazione Leopolda e diretto in centro, ha dato vita a un presidio di fronte alla sede della Regione. Cgil, Cisl, Snals e Gilda, con l’adesione di Arci, Anpi e associazioni studentesche, hanno portato uno striscione con su scritto: “Se pensate l’istruzione sia costosa, provate l’ignoranza”. Tra i cartelli esposti, anche il disegno di Pinocchio con la scritta “Torneremo all’abbecedario”. “C’è rappresentata tutta la societ… in questo corteo – ha commentato Paola Pisano della Cgil – e questo perché questo progetto del governo è riuscito a ricompattare le forze più diverse, unendole contro un piano che rende la scuola più povera, fragile e discriminatoria. Vorremmo che in Parlamento possa esserci su una riforma così importante una discussione seria – ha aggiunto la sindacalista – che invece non ci sarà, perché al governo verranno come al solito consegnate deleghe in bianco per fare ciò che vuole sottraendo un tema così vitale e delicato al controllo e alla supervisione tipiche delle forme democratiche”.

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