1 maggio Alla Scala

Primo Maggio, festa dell’emancipazione del lavoro o celebrazione del suo ritorno allo stato servile?

A chi ci chiedeva di lavorare in nome dell’Expo (nutrire il pianeta con sponsor Coca Cola Nestlé McDonald’s…), evento eccezionale per non danneggiare l’immagine del paese, ricordiamo:
– 7500 “volontari” a 433 euro mensili per 184 giorni di lavoro;
– decine di arresti per “associazione a delinquere…ndrangheta;
– una montagna di debiti per la pubblica amministrazione.
A chi ci chiedeva di “trattare” ricordiamo:
Mentre i nostri Dirigenti hanno avuto i loro compensi incrementati nessuno dei problemi fin qui riproposti (serali, magazzini Pero, contratto nazionale sparito da 10 anni, Contratto aziendale scaduto da oltre 4 anni, organici non reintegrati, aumento della produzione con 60 spettacoli in più per Expo) non ha trovato soluzione… e noi per loro avremmo dovuto preoccuparci della “figura”?
Il Primo Maggio è e rimane la nostra festa istituita dopo i giorni di Maggio del 1886 a Chicago, quando lavoratori in sciopero vennero uccisi e feriti dalla polizia.
Oggi, che il lavoro è tornato a essere una merce comprata al minor prezzo e a minor tutele possibili e la nuova alfabetizzazione servile i diritti li chiama privilegi, è nostro dovere difenderli collettivamente.
Un’eredità che non delapideremo come ha fatto fin qui il ceto politico-sindacale ma da consegnare alle prossime generazioni.
L’azienda/teatro Scala, a ringraziamento del pronto arruolamento, porta orchestra e coro in squallidi format televisivi. e di fronte al diniego della maggioranza dei lavoratori rispolvera vecchie pratiche di crumiraggio; capi, capetti, ruffiani e malati saranno “all’opera”.
W il Primo Maggio

p.s: ricordiamo a tutti i lavoratori che la lettera aziendale di disponibilità a lavorare il primo maggio non ha nessun valore giuridico-legale

Rsa Slc-Cgil Scala

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