25 aprile, l’Anpi da Roma spara a zero contro la riforma del Senato di Renzi: “Dobbiamo batterci”

“In questo Paese il diritto dei cittadini a esprimere la propria opinione, giorno dopo giorno, sta venendo sempre meno: questa cosa è pericolosa, molto pericolosa”. Il presidente dell’Anpi di Roma Ernesto Nassi nel suo discorso di apertura dell’iniziativa sul 25 aprile a Porta San Paolo non ha troppi problemi a puntare il dito contro il Governo, usando parole chiare. In piazza, in mezzo alle quattromila persone che hanno affollato lo spazio davanti al cippo marmoreo in ricordo della battaglia contro i nazisti per la liberazione di Roma, c’erano anche molti del Pd e della Cgil.
L’applauso è partito spontaneo e convinto ugualmente. Così come quando Nassi ha reso omaggio “ai fratelli africani” con un minuto di silenzio. La posizione dell’Anpi sui progetti “elettorali” di Renzi era nota. Nassi, però, aggiunge, che a questo punto occorre rompere gli indugi e battersi perché non passino. “La modifica della Costituzione dove da un Senato di eletti si andrà a un Senato di nominati, che cos’è? Si mette in pericolo la Carta Costituzionale”.  “Nel momento in cui si va a eleggere una delle Camere senza che i cittadini abbiano deciso chi li deve rappresentare – spiega – io credo che sia una cosa negativa”.

Nassi, in merito alle polemiche con la mancata presenza ebraica, poi, ci tiene a precisare che “si sono autoesclusi,”. “Non li abbiamo esclusi noi – aggiunge – . Per statuto l’Anpi deve stare al fianco dei popoli che lottano. Prima o poi bisognerà risolvere questo problema israelo-palestinese. Abbiamo proposto un convegno come contributo minimo. Ma i palestinesi ci hanno garantito una presenza non invasiva delle loro bandiere”.  Nassi ha comunque lanciato dal palco l’invito ai partigiani della Brigata ebraica a ripensarci per l’appuntamento del prossimo anno. Oggi l’Aned (Associazione ex deportati, ndr) invita con un comunicato a partecipare alle iniziative per il 25 Aprile. Ma la sua partecipazione sarà nel pomeriggio all’iniziativa in Campidoglio. Quella di Porta San Paolo ha dovuto registrare, infatti, diversamente dagli anni scorsi, l’assenza delle delegazioni istituzionali. Insomma, se il presidente del Consiglio “celebra” con un tweet anonimo, “Auguri a tutti”, il 25 aprile, perché sindaci e presidenti di Regione dovrebbero prendersi la briga di fare di più?
Tra gli altri, presenti la Rete dei Comunisti, la rete di “No pasaran” e tante altre realtà e partiti della sinistra antagonista, come Prc, Italia dei Valori e Pdci.

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