25 aprile, la recensione del Baco: “L’Agnese va a morire”

25 aprile partigiani

Trama e Recensione

Impossibile non lasciarsi coinvolgere dalla storia di Agnese, una grossa lavandaia di paese, tranquilla ed insignificante, abitudinaria e ignorante, finchè una disgrazia non si abbatte su di lei durante i rastrellamenti tedeschi. Da quel momento in poi la sua vita ha un solo scopo: aiutare i partigiani. E così Agnese cucina per i soldati affamati,dorme per terra, pedala per ore interminabili, cerca di dimenticare cosa sia la paura. Davvero un romanzo intenso su cosa sia stata la Resistenza, essere partigiani, essere popolo che vive la tragica situazione della guerra, dove sei amico o nemico, vivo o morto.

La copertina originale dell'edizione Einaudi

Lo stile ha la semplicità e l’efficacia della cronaca e questo potrebbe far pensare ad un prodotto di minore intensità e bellezza, invece è davvero una grande e potente testimonianza. Quella gran donna di Agnese, semplice e dimessa ma forte ed infaticabile al tempo stesso, incarna tante altre persone chein nome della libertà si sono battute a costo della vita.

Questo libro è per tutti quelli che amano la Storia, per tutti quelli che vogliono capire dal basso che cosa sia stata la Resistenza, per tutti quelli che dimenticano troppo spesso il passato o lo stravolgono a proprio piacimento e con superficialità, è anche per  tutti quelli che si nascondono dietro motti o simboli di cui forse non conoscono bene il significato e il prezzo pagato.

“La Resistenza non è soltanto un episodio militare della storia recente d’Italia, anche se ormai questa interpretazione restrittiva farebbe comodo a molti. La Resistenza non è soltanto un episodio politico, un momento di transizione tra la caduta della monarchia e del fascismo e l’avvento di uno Stato democratico e repubblicano. E neppure la si può considerare alla stregua di un bel gesto, di un fatto di redenzione culturale e civile necessario per far uscire l’Italia dalla barbarie e rimetterla in linea con i paesi progrediti. La Resistenza fu tutte queste cose e altre ancora. Ma fu anzitutto, come già s’è detto, guerra di popolo.” (Sebastiano Vassalli, prefazione a “L’Agnese va a morire”).

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