“25 aprile 2007: Partigiani Aiellesi, un ricordo …”

di Bruno Pino

 

 “… In tutta la Valle del Savuto numerosi furono coloro che in varie regioni d’Italia e nel mondo combatterono contro il nazifascismo; alcuni tornarono, altri caddero eroicamente per l’affermazione della libertà e della democrazia”.

 (Leonardo Falbo, Fascismo e Antifascismo in Calabria. Il caso di Rogliano – Ed. Orizzonti Meridionali, 1995).

IL CONTRIBUTO del Sud alla lotta di Liberazione – conclusasi il 25 aprile del ’45 – è stato notevole, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. Si parla di migliaia di Partigiani meridionali, molti dei quali calabresi, per lo più ex militari sbandati dopo l’8 settembre del ’43. Tanti morirono giovanissimi. Ma quanti furono i Partigiani della Comunità tirrenica? Secondo alcune fonti, molti di più di quanto si pensi. Eroi dimenticati, spesso sconosciuti. Per questo anniversario della Liberazione, vogliamo ricordarne qualcheduno. Primo fra tutti, Geniale Americo Bruni, detto “u totaro”. Nato il 5 febbraio del 1923, da Giovanni e Maria Giuseppa Volpe, trascorre la sua giovinezza ad Aiello e poi ad Acquappesa dove si sposa. Presto però inizia la guerra e Geniale viene arruolato. Passerà nella fila partigiane della 143° Brigata Garibaldi dell’Emilia Romagna dal primo gennaio 1944 sino alla data della sua eroica morte. Il Partigiano Bruni – di cui abbiamo trovato una lapide ricordo a Parma in via d’Azeglio, posta nel 1955 in occasione del decennale della Resistenza – si era reso protagonista di un atto coraggioso alla Salvo d’Acquisto. Per salvare il gruppo di compagni della Brigata a cui apparteneva, si accusò come esecutore solitario dello scoppio di una bomba contro i tedeschi in fuga. Il gesto gli costò la deportazione in Germania dove morirà nel Lager di Mauthausen il 18 marzo 1945. Peppe Verduci di recente ne ha ravvivato la memoria nel suo ultimo libro (Frammenti di Storia e Ricordi, Edizioni Pellegrini, Cosenza 2006), ricordando, a tutta la Comunità, l’intitolazione nell’immediato dopoguerra della sezione del Partito Comunista al giovane martire di soli 22 anni. Dai ricordi del compagno Verduci affiorano anche i nomi di altri Partigiani ignoti alla memoria collettiva. Come Alfredo Bossio, partigiano a Valmontone, Carmine Mollame, Rosario Belluno e Raffaele Pucci, 91 anni il prossimo 18 settembre (tesserino 001183, appartenente ai Corpi volontari della Libertà, Comando I zona Piemonte – Biellese, XII divisione d’assalto “Nodo”, grado Garibaldino, nome di battaglia “Monsone”). “Raffaele – scrive Verduci nel suo libro – stava spesso con me e con Nando (Aloisio, fondatore del Pci e della Camera del Lavoro di Aiello, nda); ogni tanto, per dimostrarci la sua forte fede al Partito, saliva da Valleoscura portando in tasca il berrettino Partigiano, indossandolo poi nella sezione per mostrarci la falce ed il martello con la stella ricamata sulla visiera con filo argentato”. Altri Aiellesi, che sono invece compresi nell’elenco dell’Icsaic di Cosenza, sono: Giovanni Coccimiglio (Aiello, 17 ottobre 1923), Partigiano dal 9 settembre 1943 al 15 gennaio 1944, e dall’11 agosto 1944 al 30 novembre dello stesso anno, nella Divisione Gramsci – Albania; Guglielmo Coccimiglio (Aiello, 29 febbraio 1917), soldato del 317° Fanteria Divisione Acqui, disperso in combattimento nel settembre 1943 in Grecia; Fortunato Lepore (Aiello, 5 febbraio 1914), Partigiano dall’11 ottobre 1943 al 30 novembre 1944, nella Divisione Gramsci – Albania; Francesco Vecchio (Aiello, 14 aprile 1919), Partigiano dal 9 settembre 1943 all’1 luglio 1944, nella Divisione Garibaldi – Jugoslavia. E forse tanti altri ancora sconosciuti.

 Bruno Pino

  

Nelle foto, sopra: il partigiano aiellese Geniale Bruni. Sotto: la lapide che ricorda il sacrificio di alcuni calabresi caduti combattendo la tirannide fascista.

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