Al di qua

Al di qua

Al di qua scrutiamo il mare,

ne respiriamo il profumo,

ne assaporiamo i sapori.

Ci immergiamo, spavaldi

per poi riemergere, felici,

delle nostre illusioni

 

L’unica incertezza

quella linea di demarcazione tra cielo e mare

e la curiosità sul nome, all’occorrenza

di quel lembo di terra all’orizzonte.

Banalità.

Nulla di più.

Così ci rituffiamo nell’ignavia,

schizzata appena appena

dall’acqua santiera della cognizione e del sapere.

Al di là di quella linea

altri uomini, donne e bambini

Volti e nomi sconosciuti che scrutano il mare,

assaporandone la possibilità

respirandone la speranza

a pagamento

Raccolgono una sfida vitale

quell’unico tentativo

che non ha vincitori

ma solo sogni spezzati a metà.

proprio qui, al centro del mare

dove la scia del pietismo artificiale

e i bla bla di circostanza

seguono la tragica scia

dell’ennesimo cargo inghiottito dal mare.

Non al di qua, non al di là

dell’indifferenza

e di quella linea di confine

in precedenza disegnata

ma esattamente al centro

dove un tempo albergava il nostro cuore.

 

 

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