Altra Europa, a Roma l’assemblea nazionale tra scontri e nuovo coraggio

“Il nostro tempo è adesso”. Marco Revelli, dal palco dell’assemblea nazionale dell’Altra Europa, iniziata oggi a Roma, usa un leit motiv tipico della comunità. Ma l’accento che gli dà è inedito: bisogna fare presto. “Entro l’estate occorre dare un segnale”, aggiunge.
Il compito di questa assemblea è quello di superare la fase della transizione e cominciare a stabilire dei punti di riferimento. Un anno fa, quando fu tagliato il traguardo delle firme per la presentazione della lista alle elezioni nazionali, forse si pensava di bruciare i tempi con più sportività. E invece le cose sono andate diversamente. Tensioni, scontri, e anche qualche porta sbattuta. Ma Revelli, che ha tenuto la relazione introduttiva, ce la mette tutta per prendere il bicchiere mezzo pieno. Usa alcune parole che dovrebbero convincere tutti, e ci riescono, anche, a ripartire: “casa comune”, “spazio di innovazione”, “credibilità”. In poche parole, Altra Europa ha tutto, manca la soggettività. E in politica è tutto. Eppure, la fase delle assemblee nazionali ha prodotto molta partecipazione. Sessantanove assemblee che hanno coinvolto più di settemila persone. Fatto sta che quella che doveva essere una assemblea costituente si attarda ancora a nominarsi “assemblea nazionale”. “E’ immorale dividerci in presenza di una emergenza così grave”, dice Revelli riferendosi a quanto in mattinata è stato ascoltato dalla viva voce degli esponenti di Syriza e di Curzio Maltese, parlamentare europeo dell’Altra Europa con Tsipras. Nessuno si azzarda a fare nomi e ad indicare reponsabilità, ma è chiaro che i rumors contro il doppiogiochismo di Sel serpeggiano. “Un appiattimento che non funziona più”, dice la Coletti, candidata in Veneto, dal palco.
Questi due giorni, quindi, serviranno a mettere a punto il motore per arrivare al traguardo, ovvero riuscire a votare un reale organismo nazionale che poi trovi la forza e la concentrazione per votare i due coordinatori nazionali.
Roberto Musacchio lo dice chiaramente: “Andiamo avanti, perché siamo riusciti a fare un passo sotanziale, ovvero esperienze in tutte le regioni verso una alternativa al partito democratico. L’unità è importante perché ci siamo messi insieme tra diversi. E in quel segno dobbiamo continuare”.
Tra gli altri è intervenuto Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.
“Stiamo lavorando per costruire un soggetto politico unitario della sinistra antiliberista – ha dichiarato – che sappia candidarsi in Italia a costruire l’alternativa alle politiche del governo come al razzismo della Lega e delle destre. Alle elezioni regionali stiamo già realizzando primi esperimenti interessanti, dalla Campania alla Liguria e alla Toscana, in questa direzione: il tempo per l’unità è ora”.
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