Campania. Il candidato De Luca (Pd) imbarca fascisti e cosentiniani

 Redazione Contropiano Napoli

Campania. Il candidato De Luca (Pd) imbarca fascisti e cosentiniani

In vista delle prossime elezioni regionali in Campania, il candidato del PD Vincenzo De Luca imbarca fascisti e cosentiniani. E’ prevista, infatti, per lunedì 19 aprile la presentazione della lista Campania Civica, sponsorizzata dal Senatore eletto con Forza Italia Vincenzo D’Anna, a sostegno di De Luca, che sarà composta da esponenti provenienti dal partito dell’ex-cavaliere e da alcuni fascisti.
Spicca, infatti, l’adesione di Carlo Aveta, Consigliere Regionale eletto con La Destra di Storace, che in questa consiliatura ha sostenuto il Presidente della Regione e candidato ufficiale di Forza Italia Caldoro. Fra i sondati per aderire a questa lista vi è anche Carlo Pisani, Presidente della Municipalità di Scampia, noto populista di destra e famoso per essere l’Avvocato della famiglia di Ciro Esposito, di Maradona nel processo contro Equitalia e per le sue crociate anti-rom a Scampia, pienamente appoggiate dallo stesso De Luca. Per ora Pisani non si sbilancia e, parlando a nome del suo movimento politico, che si chiama “Noi consumatori -Movimento anti-Equitalia, rilascia dichiarazioni poco comprensibili e  folkloristiche: ”Il nostro gruppo è ancora in riflessione. Non sono né della parte di presunti ribelli né della parte di anti-ribelli, anzi intendo contrastare qualsiasi manovra in corso nella confusa situazione politica attuale. Certo, io vengo da una cultura di centrodestra, ma trovo più assonanze con l’ex sindaco di Salerno, soprattutto quando si schiera contro i campi Rom abusivi e si fa interprete di temi e valori della legalità molto avvertiti dai cittadini. Tuttavia  non faremo mai accordi con la vecchia politica”.

Del resto, Vincenzo De Luca è anch’egli noto per le sue tendenze populiste di destra e per le sue crociate contro poveri ed immigrati portate avanti in circa 20 anni di regno incontrastato nella città di Salerno (ora come sindaco, ora come Parlamentare), condite da una grande esposizione mediatica fatta di dichiarazioni piene di moralismo spicciolo e folklore.

Ovviamente, ci occupiamo di queste vicende perché rendono esplicita la mutazione genetica dei partiti, i quali si manifestano pienamente ed esplicitamente come comitati di affari della borghesia che, per quel che riguarda alcuni spezzoni ancora legati al parassitismo nei confronti dello stato e, quindi, perdenti nella normalizzazione liberalista voluta dall’UE, è orfana di qualsiasi collante ideologico e naviga a vista, affidandosi ai notabili locali di turno. E’ questo il caso delle frattaglie cosentiniane e dei palazzinari che si stringono attorno a De Luca.

Si tratta di uno degli effetti, probabilmente indesiderati da parte di Renzi, dell’evoluzione del PD in “partito della nazione”, volto ad incarnare in maniera monopolistica l’ideologia della troika, ma che poi si trova ancora a dover imbarcare e mediare con gli interessi differenti della parte “perdente” della borghesia italiana, ancora maggioritaria e rimasta ancorata al vecchio modello di parassitismo nei confronti dello stato, ormai non più attuabile per via della camicia di forza imposta dall’UE su debito pubblico e spesa pubblica. In tal senso, non è un caso che lo stesso Renzi abbia tentato di ostacolare in tutti i modi la candidatura di De Luca, cercando di paracadutare qualcuna delle sue mezze figure politiche al posto del ras campano; tuttavia il tentativo è fallito e non è escluso che i “renziani” della Campania lavorino in segreto per far vincere Caldoro, il quale, in 5 anni di presidenza della Regione, a parte gli ultimi 6 mesi di clientelismo sfrenato, si è pienamente dimostrato un mero contabile occupato ad operare tutti i tagli lineari ai servizi imposti dalla troika.

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