ECCO LA “BUONA PASQUA” ALLE BIBLIOTECHE DI ROMA DA GIUNTA E CONSIGLIO COMUNALE!

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Con il maxiemendamento scritto dalla Giunta Marino e approvato dall’Assemblea capitolina venerdì 27 marzo, è passato il bilancio preventivo 2015 di Roma Capitale. Un bilancio che prevede grossi tagli, che ci dicono essere necessari per risanare una situazione debitoria pesante, dovuta ad anni di malagestione – e il termine “mala” si può ben intendere anche nel suo significato criminale, come l’inchiesta “Mafia Capitale” ha già ampiamente dimostrato – e che però colpiscono l’insieme dei servizi pubblici locali, di cui usufruiscono (dovrebbero usufruire) le/i cittadine/i di Roma.
Come nella crisi economica-finanziaria mondiale scoppiata nel 2007-08 e tuttora in corso, pochi “in alto” fanno guai e disastri, moltissimi “in basso” devono pagare i danni, pur non essendone responsabili.
Per quanto riguarda le Biblioteche di Roma, il finanziamento di Roma Capitale 2015 per le 38 biblioteche (+ 1 bibliobus) diffuse sull’intero territorio comunale e per gli uffici centrali, per gli stipendi di circa 280 dipendenti pubblici e circa 90 dipendenti Zètema, per utenze, pulizie, manutenzione e ristrutturazioni, ecc., è stato tagliato di oltre 3 mln di euro rispetto al 2014, con la previsione di ulteriori tagli di 2 mln l’anno (cfr. p. 8 del Maxiemendamento, allegato al msg seguente per non bloccare l’invio di questo comunicato).

Questa la progressione all’incontrario del finanziamento di Roma Capitale, che rappresenta circa il 97%-98% di tutte le entrate dell’Istituzione Biblioteche di Roma:

2012 : 21.000.000 (consuntivo)
2013 : 20.976.410 (consuntivo)
2014 : 19.890.000 (consuntivo)

2015 : 16.745.688 (preventivo)
2016 : 14.745.688 (preventivo)
2017 : 12.745.688 (preventivo)

Nero su bianco, è stata così predisposta la distruzione del servizio bibliotecario comunale, proclamato fino a ieri “fiore all’occhiello” e “servizio di eccellenza” da tutte le Amministrazioni, di centrosinistra o centrodestra; un servizio pubblico universale, gratuito e di qualità, che può vantare un costante, vastissimo e notevole apprezzamento da parte della cittadinanza (basti citare il numero di presenze complessive nelle biblioteche nel 2014: 2.450.000).
Si tratta di una decisione scellerata, di cui portano una grave e specifica responsabilità le Assessore Silvia Scozzese (Bilancio) e Giovanna Marinelli (Cultura), oltre naturalmente il Sindaco Ignazio Marino. Crediamo che sia un termine adeguato per definirla. Una decisione anche stupida, perché colpisce a morte un organismo pubblico che ha ben funzionato, con efficienza e trasparenza economica.
Ora saremo costretti a chiudere un gran numero di biblioteche, a ridurre gli orari di apertura al pubblico, a cancellare gli acquisti di libri, dvd, cd, giornali e periodici, a non poter più ristrutturare o aprire nuove sedi…
Ma se rimane anche una sola possibilità di evitare questo disastro, dovremo tutte/i – lavoratrici/ori, sindacati, cittadine/i – fare il possibile e anche l’impossibile, nelle prossime settimane, per indurre l’Amministrazione di Roma Capitale a ripristinare almeno il finanziamento 2014.

Invitiamo tutte/i, senza distinzioni, a uno sforzo straordinario e unitario di mobilitazione, per predisporre e realizzare una serie di iniziative, attività culturali, manifestazioni, assemblee pubbliche con la cittadinanza, mail-bombing ad assessori e consiglieri, appelli e denunce su FB, TW, blogs, petizioni via internet e quant’altro di utile alla causa ci e vi verrà in mente.
Non arrendiamoci
Non permettiamo che l’Amministrazione di Roma Capitale
distrugga le Biblioteche di Roma
Un bene che appartiene a tutta la città

Giorgio Salerno e Francesco Sordi (RSU-USI di Roma Capitale)

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