Aerei fantasma Usa sulla rotta Pantelleria – Tunisia

Aerei fantasma Usa sulla rotta Pantelleria – Tunisia

MESSINA – Missioni aeree top secret Usa sono state lanciate il 21 marzo dall’aeroporto dell’isola di Pantelleria verso le aree della Tunisia dove sono in corso violenti combattimenti tra le forze armate e le milizie filo al-Qaida.

La notizia è trapelata da Tunisi dove alcuni blogger, consultando il sito  Flightradar24.com che fornisce mappe dettagliate sul traffico aereo “civile” a livello internazionale, hanno notato la rotta del tutto anomala di un velivolo Super King Air Beech 300 decollato dallo scalo di Pantelleria alle ore 10 circa di giovedì 26 marzo, che dopo essersi diretto a ovest, è entrato nello spazio aereo della Tunisia e sorvolare in modo circolare la provincia di Kasserine al confine con l’Algeria e in particolare la regione montagnosa del Chaambi. Le evoluzioni aeree sono proseguite sino alle ore 15.45, quando il Super King ha invertito la rotta rientrando a Pantelleria. Il velivolo, secondo quando accertato a Tunisi, avrebbe svolto analoghe missioni sul Chaambi (con piani di volo e orari simili) anche nei giorni 21, 22 e 23 marzo.

Il Super King Air 300 è un bimotore leggero prodotto dall’azienda statunitense Beechcraft. Con un costo unitario di poco superiore ai 7 milioni di dollari, il modello 300 è la versione più grande e più potente della famiglia dei Super King. Con una lunghezza di 14 metri circa e un’apertura alare di 17, il velivolo può trasportare sino a 15 passeggeri, ha un’autonomia di volo di 3.340 km e può raggiungere una velocità massima di 545 Km/h all’altitudine di 7.600 metri. In produzione dalla fine degli anni ’80, il modello B300 è stato acquistato principalmente per svolgere operazioni d’intelligence e sorveglianza nel settore marittimo da Stati Uniti d’America, Algeria, Australia, Canada, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Hong Kong, Iraq, Norvegia, Svezia, Svizzera e Taiwan. Alla fine del 2010, l’esercito Usa aveva nel proprio inventario undici velivoli King Air 300, comprati di seconda mano e modificati in funzione ISTAR (Intelligence, Surveillance, Target Acquisition and Reconnaissance) per la “Tash Force ODIN”, il battaglione aereo di pronto intervento anti-insorgenza, creato nel 2006 per i teatri di guerra più critici.

Il numero di matricola con cui risulta registrato il velivolo (N351DY) consente d’identificarne il legittimo proprietario, l’oscura società Aircraft Logistics Group LLC, con sede a Oklahoma City. Priva di un proprio sito internet, la società risulta essere controllata dal gruppo finanziario Acorn Growth Companies, anch’esso di Oklahoma City, particolamente attivo nel settore aerospaziale e della difesa e che in passato ha sottoscritto contratti con il Pentagono per lo sviluppo di programmi di sorveglianza aerea e intelligence.

Quelle partite da Pantelleria sono dunque operazioni di spionaggio eseguite da contractor delle forze armate Usa o da una delle innumerevoli agenzie dei servizi segreti di Washington? E perché il velivolo opera dalla piccola isola quando il Pentagono ha a disposizione in Sicilia la grande stazione aeronavale di Sigonella, utilizzata in particolare per i voli-spia degli aerei senza pilota “Global Hawk”? E chi ha dato l’autorizzazione in sede governativa a utilizzare uno scalo e lo spazio aereo italiano per i voli fantasma verso la Tunisia? Impossibile ottenere conferme o qualsivoglia informazione dalle autorità civili e militari nazionali. I gestori dello scalo pantesco affermano di non aver registrato alcuna attività nel settore riservato al traffico passeggero “civile” e invitano a rivolgersi al vicino Distaccamento dell’Aeronautica militare, il cui centralino telefonico non è però operativo dalle ore 12 di venerdì sino al mattino di lunedì. Insistendo si ottiene un contatto con il presidio aeroportuale dell’Arma dei Carabinieri che però dirotta l’interlocutore al Comando dei carabinieri di stanza a Sigonella. Dalla grande base siciliana, l’ufficiale di servizio spiega che le competenze sul traffico aereo militare di Pantelleria sono in mano al 37° Stormo dell’Aeronautica militare di Trapani Birgi. Come a Pantelleria, però, il centralino telefonico del Comando è out per tutto il week end e l’unico operatore militare individuato si dichiara impossibilitato a fornire dati in  merito e invita a richiamare il lunedì mattina e chiedere direttamente del Comandante del reparto.

Ciò che è certo è che nelle giornate in cui sono state registrate le attività del velivolo fantasma, tra le montagne tunisine sorvolate si sono intensificate le operazioni militari dell’esercito contro le milizie islamico-radicali. Il  22 marzo un soldato tunisino è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti per lo scoppio di una mina “dislocata dai terroristi vicino al confine con l’Algeria nella provincia di Kef”, secondo quanto riferito dal portavoce delle forze armate tunisine. Dall’aprile dello scorso anno, l’esercito ha lanciato una vasta controffensiva proprio sulle montagne di Chaambi dove si nasconderebbero le milizie legate ad Ansar al Sharia, organizzazione islamica che Washington ritiene responsabile dell’attacco al consolato Usa a Bengasi (Libia) l’11 settembre 2012 e ad Okba Ibn Nafaa, gruppo affiliato ad al Qaeda. Sulle montagne di Chaambi, il 17 luglio dello scorso anno, 14 militari tunisini sono stati colpiti a morte nel corso di un’azione lanciata dai gruppi armati ribelli; altre 4 guardie di frontiera tunisine sono state assassinate nel febbraio 2015.

Il Distaccamento aeroportuale di Pantelleria è stato visitato il 9 marzo scorso dal capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, gen. Pasquale Preziosa, dal comandante della Squadra Aerea, gen. Maurizio Lodovisi, dal direttore della Direzione per l’impiego del personale militare dell’Ami, gen. Gianpaolo Miniscalco e dal comandante del 37° Stormo di Trapani Birgi, col. Luca Capasso. “Nel corso della visita, il comandante del Distaccamento ha evidenziato la lunga tradizione storica che lega la presenza dell’Aeronautica Militare all’isola di Pantelleria, terra di frontiera nei confronti del continente africano, la rinnovata missione dell’Ente e le capacità di supporto logistico e tecnico-operativo che la base fornisce quotidianamente in favore delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine”, riporta la nota emessa dal Ministero della difesa.

Lo scalo di Pantelleria è classificato come aeroporto militare “aperto al traffico civile” ed opera sia in ambito militare nazionale che Nato. A Pantelleria, in particolare, sono state ampliate recentemente le due piste di volo ed ammodernato il mega-hangar ricavato all’interno di una collina confinante con l’aeroporto, capace di ospitare sino ad una cinquantina di aerei da guerra.

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