25 aprile. Una replica alle dichiarazioni dell’Associazione degli ex Deportati

25 aprile. Una replica alle dichiarazioni dell'Associazione degli ex Deportati

A proposito delle “discussioni in cui le minacce e gli insulti hanno prevalso”, di cui si legge in un comunicato dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi Nazisti di Roma, la Comunità palestinese di Roma e del Lazio, presente alla riunione dell’Anpi, smentisce che nella suddetta assemblea di lunedì 30 marzo, indetta dall’Anpi in vista della prossima ricorrenza del 25 aprile, vi siano stati insulti e minacce nei confronti di nessuno.

Anzi i rappresentanti di tutti i comitati, associazioni e partiti solidali con la causa del popolo palestinese intervenuti nel dibattito, hanno sostenuto la legittimità della partecipazione dei palestinesi al corteo del 25 aprile, con la loro bandiera, come tutti i popoli che lottano per il proprio diritto alla libertà.

Nessuno, ma proprio nessuno, si è espresso contro la presenza della Brigata ebraica o contro la sua bandiera. Facciamo una netta distinzione tra la Brigata ebraica e le politiche coloniali e di occupazione dei governi israeliani, e chiediamo con forza che venga riconosciuto al popolo palestinese il diritto ad avere un suo proprio Stato sovrano e democratico e a lottare contro l’occupazione israeliana.

La Comunità palestinese sarà presente, insieme a tutte le associazioni solidali con la Palestina, nello spirito e nei valori della resistenza antifascista, per la libertà e la democrazia. Ci auguriamo che non si ripeta lo scenario violento dell’anno scorso, quando gruppi ben organizzati hanno aggredito chi pacificamente portava la bandiera palestinese.

Comunità palestinese di Roma e del Lazio

A proposito delle «discussioni in cui le minacce e gli insulti hanno prevalso>, di cui si legge in un comunicato dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi Nazisti di Roma, la Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, esplicitamente chiamata in causa nel predetto comunicato, smentisce categoricamente che nell’assemblea di lunedì 30 marzo indetta dall’Anpi in preparazione della celebrazione del 25 aprile, cui il comunicato si riferisce, vi siano stati insulti e minacce nei confronti di chicchessia. I numerosi esponenti di associazioni solidali con la causa palestinese intervenuti nel dibattito e gli stessi rappresentanti della Comunità Palestinese, nel sostenere la legittimità della propria partecipazione al corteo e della presenza in esso della bandiera palestinese, come quella di tutti i popoli che sono in lotta per affermare il proprio diritto alla libertà, si sono espressi con toni pacati ed in tanti hanno manifestato rispetto e considerazione per l’Ebraismo e per i cittadini italiani di religione ebraica, di cui nessuno ha osato mettere in dubbio il buon diritto a celebrare il 25 aprile come tutti. Anzi è stato ricordato l’apporto alla Resistenza di tantissimi ebrei all’interno delle formazioni partigiane Inoltre nulla è stato obiettato alla presenza dei rappresentanti della Brigata Ebraica e della relativa bandiera, tenendo nettamente distinte la critica e l’opposizione alla politica dello Stato Israele contro cui resiste il Popolo Palestinese.

Il presidente della Sezione Provinciale dell’ANPI, Ernesto Nassi, a conclusione dell’assemblea ha auspicato la presenza nel corteo, insieme alla bandiera dell’ANPI, di quella della Brigata Ebraica e di quella Palestinese. A questa conclusione ci atteniamo

Rete romana di solidarietà con la Palestina

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