Sono tornati in Patria i collaboratori della salute che hanno combattuto l’Ebola in Sierra Leone.

Più di 250 medici e infermieri cubani fanno parte del contingente Henry Reeve. Photo: AIN

Con il ritorno in Cuba dei 64 collaboratori della salute provenienti dalla Sierra Leone, si trova già in Patria la totalità dei medici e degli infermieri che hanno combattuto il virus dell’Ebola in questo paese africano.

Questo secondo gruppo di membri del contingente Henry Reeve è arrivato all’aeroporto internazionale Juan Gualberto Gómez, a Varadero, dopo sei mesi di permanenza nella rischiosa missione, per salvare la vita alle persone colpite dall’epidemia. I lavoratori del terminal aereo hanno dato loro un entusiasta “Benvenuto!” a nome di tutti i cubani.

Poi i membri del contingente della salute sono stati portati in un centro d’assistenza per il processo di vigilanza epidemiologica e di controllo stabilito per tutti coloro che giungono dalle nazioni dove ci sono casi di Ebola.

Domenica 23 marzo è ritornato a Cuba un primo gruppo di 150 collaboratori della salute, 98 provenienti dalla Sierra Leone e 52 dalla Liberia.

Più di 250 tra medici e infermieri formano parte del contingente Henry Reeve, che dopo il richiamo del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki moon, e dell’Organizzazione Mondiale della Salute che è andato nell’ottobre del 2014 ad affrontare il virus anche in Guinea Conakry.

In questi tre paesi africani, i più colpiti dalla malattia, il personale sanitario di Cuba non solo ha avuto un ruolo preponderante nella cura dell’Ebola, ma anche nella prevenzione, come hanno riconosciuto le stesse autorità delle nazioni soccorse e degli organismi internazionali. ( Traduzione GM- Granma Int.)

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