Se si risveglia la Fincantieri. Grande successo della mobilitazione contro azienda e Governo

“Ci piacerebbe sapere cosa pensa il governo del fatto che Renzi ci ha dato 80 euro e Fincantieri ce li toglie dall’integrativo aziendale”. Giulio Troccoli, della Rsu della Fiom Cgil di Riva Trigoso a margine del comizio conclusivo della manifestazione dei lavoratori di Fincantieri ieri a Sestri Levante è capace con una battuta di demolire contemporanamnte Renzi e Bono, l’Ad di Fincantieri aautore di una serie di proposte shock, tra cui la diminuzione della busta paga e il microchip nelle scarpe delle tute blu per meglio controllare i loro movimenti in cantiere. Proposte che stanno sollevando in questi giorni la rabbia totale dei lavoratori impegnati in una serie di scioperi e cortei da Palermo alla Liguria. Oggi toccherà agli operai degli appalti di Ancona, dopo la protesta di ieri al cantiere Fincantieri.

Alla manifestazione che si è conclusa a Sestri, ieri, sono stati presenti tutti i sindaci della Val Petronio e del Tigullio, un rappresentante della segreteria nazionale della Fiom e i vertici regionali del sindacato dei metalmeccanici. A scendere in piazza sono stati i 1400 lavoratori, 800 diretti e 600 delle ditte esterne. Tutti a dire no a una proposta di contratto integrativo che giudicano “irricevibile: flessibilità esasperata, tagli salariali, esternalizzazioni delle attività di scafo e separazione del comparto della meccanica dal resto del cantiere, inserimento negli scarponi degli operai dei microchip con funzioni di controllo”. In segno di solidarietà hanno scioperato anche i 350 lavoratori dell’Arinox di Trigoso, come anche da parte delle maestranze della Lames di Chiavari. Commercianti, artigiani gestori di locali pubblici hanno abbassato le saracinesche. “Il grande successo dello sciopero unitario dei lavoratori di Fincantieri di Riva Trigoso – dichiara il segretario della Fiom Maurizio Landini – dimostra che le persone si stanno riappropriando della capacità di difendere unitariamente il diritto a tutelare il proprio posto di lavoro”, e che “la vertenza ha una valenza generale”. “È inaccettabile – continua – che un’azienda pubblica, uscita dalla grave crisi in cui versava grazie alla lotta e ai sacrifici dei lavoratori, oggi scelga la strada della riduzione dei diritti e del salario”.

Come Fiom, aggiunge Landini, “abbiamo appena fatto partire le richieste di audizione alle Commissioni Industria e Lavoro di Camera e Senato sul futuro industriale di Fincantieri. Abbiamo inoltre chiesto un incontro al ministero dell’Interno sulla questione degli appalti e della legalità all’interno dei cantieri. Infine abbiamo chiesto al ministero della Difesa di incontrarci per disinnescare il tentativo di ricatto di Fincantieri di spostare le produzioni delle navi”.
Proteste anche a Palermo, dove Fim e Uilm hanno accusato la Fiom di ver “forzato la mano” ai lavoratori nel corso di un’assemblea e quindi si sono dissociati dallo sciopero. “Nel corso dell’assemblea c’e’ stato un richiamo forte dei lavoratori all’unita’ della lotta di tutte le sigle sindacali – dichiara in una nota Bruno Papignani, che segue per la Fiom il settore della cantieristica – richiamo purtroppo non accolto da Fim e Uilm, mentre i lavoratori hanno aderito all’unanimita’ allo sciopero, preoccupati dalle minacce di Fincantieri sui carichi di lavoro per il cantiere navale di Palermo e dalla disdetta degli accordi sindacali. Non sono le lotte dei lavoratori a far scappare gli armatori, ma e’ Fincantieri che sta portando via il lavoro, avendo vincolato nella proposta di rinnovo del contratto integrativo aziendale i futuri carichi di lavoro per il cantiere di Palermo alla firma sic et simpliciter del testo proposto dall’azienda e alla costruzione del nuovo bacino”. C’è da dire che nei giorni scorsi la Fiom aveva denunciato interventi diretti della direzione aziendale presso i lavoratori per tentare di bloccare le agitazioni e le azioni di lotta.

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