Lettera di Massimo Rossi a tutti gli iscritti al PRC delle Marche

Il compagno Massimo Rossi è stato eletto circa un mese fa segretario regionale del PRC nelle Marche, regione che si prepara al voto e nella quale il nostro partito è impegnato – come in tutte le altre – alla costruzione di una lista alternativa al PD.

Care compagne e cari compagni,

innanzitutto mi scuso con tutti voi se dopo aver accettato, nel mese scorso, di ricoprire il ruolo di segretario regionale del nostro partito ho tardato così tanto a scrivere questa lettera. Purtroppo i tanti e difficili passaggi politici legati alla fase pre-elettorale, immediatamente derivanti da questa assunzione di responsabilità, intrecciati con i gravosi impegni di lavoro, e per di più sommati alla mia distanza dal capoluogo regionale, mi hanno tolto persino l’ossigeno.

Comunque, sebbene affaticato e tormentato dal mio consueto senso di inadeguatezza, non rimpiango di aver offerto la mia disponibilità per tentare insieme a tutti voi di portare avanti un progetto volto a ridare vitalità ed utilità al nostro partito. Di mettermi con umiltà al servizio di una comunità di generose/i compagne e compagni, da tempo frustrate/i e rese/i immobili da sterili conflitti interni che è giunto il momento di metterci alle spalle in un modo o nell’altro. Di farlo certamente senza risparmio di energie, ma per una fase definita e transitoria che prepari un forte rinnovamento anche dei volti e dei dati anagrafici dei protagonisti. Una fase cruciale per lacostruzione di una nuova ed ampia soggettività politica antiliberista capace di animare e radicalizzare il conflitto di massa nella crisi devastante che stiamo subendo e di promuovere un’alternativa al sistema di potere regionale e nazionale.

Non penso certamente ad un altro partito, ma ad un’ampia coalizione sociale e politica sulla scia delle migliori e più efficaci esperienze della sinistra europea, per la cui costruzione e per il cui orizzonte politico l’iniziativa del nostro partito è determinante. Un nuovo soggetto unitario e capace di includere a pieno titolo tutte quelle espressioni collettive e soggettive della società, in rotta con logiche di mercato e con le barbare e distruttive politiche di rigore dettate dalla troika.

Un soggetto non certo identitario e/o intenzionato a costruirsi nicchie fuori o dentro il quadro politico dato. Un soggetto che, preso atto della sostanziale organicità delle forze del centro sinistra e del centro destra, nazionali e delle Marche, con le politiche neoliberiste dettate dalle grandi e piccole centrali di potere economico e finanziario, si ponga, con un proprio progetto “di futuro”economico e sociale, come alternativa di governo, sia al livello nazionale che regionale e locale.

Con questo orizzonte, indicato formalmente dal documento politico approvato nel recentecongresso regionale ho lavorato, insieme alle compagne ed ai compagni della nuova segreteria regionale, ai tavoli di confronto con le altre forze della sinistra marchigiana e con le soggettività sociali coinvolte nel percorso del “Cantiere per le Altre Marche – sinistra unita”.

Come probabilmente già sapete il nostro tentativo di dare alla lista regionale in fase di costruzione quel respiro di innovazione ed apertura che avremmo voluto, anche nella percezione generale, con una candidatura di alto profilo ma “esterna” alle segreterie delle forze politiche (come ad esempio Giuseppe Ciarrocchi della FIOM o di Roberto Mancini, già candidato alle europee) non è andato a buon fine. La “sintesi possibile”, dato lo stato di avanzamento del processo in cui ci siamo inseriti, è stata quella di candidare a Presidente Edoardo Mentrasti; un compagno certamente serio, preparato ed “autonomo” dal PD, ma che ci impone un maggiore impegno per dare un carattere inclusivo alle nostre liste ed alla campagna elettorale.

Sono comunque convinto che in questo faticoso percorso il nostro partito, così malandato per cause pregresse, abbia recuperato credibilità e relazioni esterne che si potranno capitalizzare nell’azione futura, ed ottenuto la condivisione, non certo scontata, di una serie di principi, regole e vincoli formali, tradotti in una “patto” sottoscritto dalle forze politiche e da qualificati e rappresentativi interlocutori sociali, che garantiranno la coerenza della rappresentanza istituzionali e delle relative pratiche al progetto politico avviato.

Ora si tratta di superare ogni possibile indugio e, tanto nel percorso di costruzione delle liste e della campagna elettorale, che nella fase successiva, fare del nostro meglio per conseguire i due obiettivi prefissati: rafforzare il nostro partito e costruire il nuovo soggetto di massa della sinistra.

Nella burrasca che sta travolgendo le nostre stesse esistenze non possiamo certamente esitare, o attardarci in assurde diatribe interne. Ribellarsi a questo stato di cose non è soltanto diritto/dovere per tutti noi ma, per quanti appartengono alla mia generazione, si tratta di reagire positivamente ad una sorta di senso di colpa per quanto non siamo riusciti a fare per arginare lo scempio in atto del patrimonio di civiltà, diritti e di democrazia conquistato a caro prezzo ed a noi donato dai nostri padri.Voglio infine ammettere che una delle ragioni determinanti che mi hanno indotto ad accettare una sfida così gravosa è l’impegno che mi è stato offerto da parte di molte compagni e compagni a condividerlo appieno in modo assolutamente partecipativo sia nella costruzione delle decisioni quotidiane che nella fatica delle azioni conseguenti…. Di condividerlo cioè nell’unico modo in cui, personalmente, da sempre riesco a lavorare.

Grazie quindi a tutti voi per la generosità e la solidarietà che saprete mettere in campo in questanostra importante impresa collettiva.

Ancona, 22 marzo 2015

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