Livorno, se “la proletaria” decide di far lavorare i dipendenti il 25 aprile. La denuncia Usb

La Coop ha deciso di tenere aperti per la prima volta a Livorno tutti i negozi della città (tranne l’ipermercato di Porta a Terra), nella data del prossimo 25 Aprile. Si tratta di una decisione per Usb “inaccettabile”, contro la quale ci sarà scontro “con ogni mezzo possibile e con tutte le nostre forze”.Il prossimo anniversario della Liberazione sarà il 70esimo (1945-2015) e proprio in questo anno la Coop sta festeggiando anche i suoi 70 anni dalla fondazione di quella che allora si chiamava “La Proletaria”. “Ci piacerebbe sapere cosa penserebbero oggi quei fondatori della cooperativa di questi nostri attuali dirigenti – scrive Usb in un comunicato – che, proprio nel 70esimo anniversario (della Liberazione e della Coop), cancellano autoritariamente quello che è sempre stato un punto fermo, sancito anche dal Contratto Integrativo Aziendale: la chiusura dei negozi il 25 Aprile”.

Si tratta, tra l’altro, della stessa azienda che nel recentissimo passato ha comprato paginate intere dei quotidiani con la campagna “Chiusi per scelta”, ma che oggi invece scopre che questa data non è più importante come prima. Una data che è un pilastro della storia del nostro paese “e che non possiamo accettare che venga abbattuto, in nome del consumo che non guarda in faccia niente e nessuno”.

“Questo è l’ennesimo attacco alle lavoratrici, ai lavoratori, ai valori della resistenza – aggiunge Usb – che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, la degenerazione di un sistema in cui l’originario spirito di solidarietà e mutualità è stato sacrificato alla logica del mercato, della competizione e del profitto, alla pari delle imprese di capitale. Non è un caso che tra le gaffe della Littizzetto riportate oggi dalla stampa nazionale ci sia quella del novembre del 2012, quando a scrivere alla comica, anziché le suore, furono le lavoratrici e delegate USB della Coop (della cui campagna pubblicitaria la Littizzetto era protagonista). «Cara Luciana, no, la Coop non sei tu – fu il preambolo. La Coop siamo noi. Siamo donne lavoratrici e madri che facciamo la Coop tutti i giorni. Siamo sorridenti alla cassa, ma anche terribilmente incazzate”.

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