Grecia/Ue, Tsipras insiste per il vertice politico e rilancia sugli aiuti umanitari

In vista della due giorni che da domani vedrà riuniti in un vertice tutti i leader europei la Grecia punta alla chiave politica per la soluzione sul nodo del debito e per sbloccare il negoziato chiede un incontro politico prima del summit con Hollande, Juncker e Merkel. Intanto, c’è da registrare l’ennesimo scontro fra Atene e i creditori: il Parlamento greco potrebbe procedere oggi con il voto sul decreto contro l’emergenza umanitaria, misura-chiave del primo decreto del governo Tsipras, nonostante lo stop fatto arrivare dalla commissione Ue a poche ore dal voto. Atene replica a brutto muso che “la Grecia non si farà ricattare” al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, richiamandolo al suo ruolo istituzionale. E l’olandese, in risposta, evoca le “misure radicali” prese da Cipro dove furono “chiuse le banche per qualche giorno e limitati i trasferimenti”.
Parole che rischiano di innescare una nuova fuga di depositi bancari, mentre i mercati fanno il conto alla rovescia per un possibile default tecnico della Grecia pronto a scattare entro fine mese senza una svolta. L’emergenza è stata fra i temi discussi nell’incontro fra Mario Draghi e Angela Merkel ieri a Berlino.
Sempre nel pomeriggio i tecnici dell’Euro Working Group, l’organismo che prepara i lavori dell’Eurogruppo, si sono consultati in una conference call facendo il punto sulle esigenze di cassa che stanno emergendo dai funzionari della troika ad Atene, e sull’impatto delle misure che Atene ha messo sul tavolo. Il governo, intanto, tenta un’offensiva mediatica sulle pagine del Financial Times: “Tutto quello che chiediamo all’Europa è dare una chance alla Grecia”, esordisce un editoriale appassionato firmato dal vicepremier Yannis Dragasakis, che mette in secondo piano il ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, indicato solo come “coautore” assieme al collega degli Affari economici internazionali Euclid Tsakalotos. L’articolo ricorda la “fatica di Sisifo” di Atene, costretta a indebitarsi sempre più per pagare i debiti pregressi, e lo sforzo di bilancio pari al 45% dei redditi delle famiglie sostenuto dal 2009, molto più di quanto chiesto agli altri. Le conseguenze di un’austerity che “rischia di condannare un’intera generazione a un futuro senza speranza”.
Nonostante la chiara insoddisfazione di Berlino per la lentezza con cui Atene sta rispondendo alle richieste europee, sulla stampa greca si parla di aperture: i creditori potrebbero sborsare gli 1,9 miliardi di euro di utili realizzati dalla Bce sui bond greci in cambio del via libera del Parlamento greco ad alcune misure “light” fra quelle dell’accordo di febbraio. Ma l’ipotesi, vagheggiata dal viceministro delle Finanze Nadia Valavani, di usare i proventi delle privatizzazioni per i fondi pensione anziché‚ per abbattere il debito, rischia di aprire un nuovo fronte.
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