Brasile, “Contro Dilma siamo all’odio di classe”

Dopo le manifestazioni di protesta che hanno portato in piazza piu’ di un milione di manifestanti in tutto il Brasile, il governo ha annunciato che presenterà a breve un pacchetto di misure per combattere la corruzione e l’impunità. A spingere i manifestanti nelle piazze di almeno 50 città e’ stato il colossale scandalo di tangenti versate ai partiti e ai politici (tra i quali i presidenti di Camera e Senato) dal monopolista petrolifero pubblico Petrobras. Fulcro della protesta a Rio de Janeiro e’ stato il lungomare della spiaggia di Copacabana. A San Paolo, roccaforte delle opposizioni di centro-destra, i manifestanti che si sono ritrovati lungo la Avenida Paulista erano piu’ di mezzo milione. In piazza c’erano sia i moderati del movimento ‘Vem pra rua’, che non chiedono l’impeachment del presidente, che i falchi del Movimento Brasil Livre, che invece invocano la messa in stato d’accusa di Roussef. Che cosa sta accadendo in Brasile? In parte è il secondo tempo delle proteste che ci furono durante tutta la fase di preparazione dei mondiali. In parte anche il tentativo delle classi agiate di rivoltare il risultato delle elezioni presidenziali dell’anno scorso.
”E’ sorto un movimento che non si era mai visto in Brasile. Improvvisamente, ho visto un odio della classe alta, dei ricchi, contro un partito ed un presidente. Non era preoccupazione o paura, era odio”, dice l’ex ministro conservatore Luiz Carlos Bresser-Pereira. ”Questo odio deriva dal fatto che per la prima volta un governo di centrosinistra ha conservato la sua parte di sinistra. Ha fatto compromessi, ma non si e’ arreso. Continua difendendo i poveri contro i ricchi”, aveva detto la settimana scorsa Bresser-Pereira, 80 anni, economista, docente alla Sorbona e ministro nei governi conservatori di Sarney e Cardoso. Bresser-Pereira, che ha appena pubblicato un libro intitolato ‘La costruzione politica del Brasile’, e’ convinto che ”l’odio della borghesia” nei confronti del Partito dei lavoratori di Dilma e del suo predecessore Lula e’ motivato dal fatto che ”difende i lavoratori ed i poveri”.
”La divisione degli ultimi due anni e’ stata violenta. Quando i liberali ed i ricchi perdono le elezioni, molto antidemocraticamente non lo accettano e tendono a diventare golpisti”, sostiene l’ex ministro.
A commento dell’editoriale di apertura dell’edizione online, il Jornal do Brasil pubblica anche una foto delle manifestazioni nello stato di Bahia (Nordest) sottolineando che ”non ci sono neri”. ”La manifestazione di questa domenica sembrava quasi razziale. Anche nello stato di Bahia, abitato a maggioranza da neri, la stragrande maggioranza dei partecipanti apparteneva alle classi sociali privilegiate”, scrive il giornale.
Annunci