ALITALIA: NO AL BUSINESS DEI LICENZIAMENTI!

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con Alitalia decolla … … il business della disoccupazione nel comparto aereo aeroportuale e indotto!
31/03/2015 MANIFESTAZIONE CONTRO IL BUSINESS DEI LICENZIAMENTI
Il 4.3.2015 l’Assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente, ha convocato le OO.SS. del comparto aereo-aeroportuale e ha illustrato il piano sperimentale di avvio dei Contratti di Ricollocazione, il nuovo “ammortizzatore sociale” introdotto dalla controriforma del lavoro targata Renzi-Ichino.

A detta dell’Assessore Valente il piano è finalizzato alla ricollocazione/riqualificazione dei lavoratori del Lazio licenziati da Alitalia-Cai a fine 2014. Il progetto deve essere ancora approvato dal Ministero del Lavoro che poi lo finanzierà con una spesa di oltre 8,6 mln di euro attraverso il Fondo per le politiche attive, costituito nella legge di Stabilità 2014.

In realtà, salvo marginali modifiche ed incidentali rinvii, il progetto dei contratti di ricollocazione è ultimato ed anche le tempistiche già definite:
il 31.3.2015 l’Assessore Valente incontrerà in una assemblea pubblica i lavoratori licenziati da Cai del Lazio. La convocazione verrà recapitata a casa degli ex-dipendenti AZ che la Regione dichiara di stimare in 1199 unità (…una cifra che la Cub ritiene sottostimata!);
entro il 24 aprile 2015 gli ex-dipendenti AZ interessati ad aderire al progetto, su base volontaria, si recheranno presso i centri per l’impiego ancora in fase di individuazione;
dai primi di giugno 2015, fino a settembre/ottobre 2015, i centri per l’impiego convocheranno gli ex-dipendenti AZ aderenti al progetto, per un colloquio (detto “bilancio di competenze”) finalizzato a definire le loro professionalità, nonché ad acquisire le informazioni per l’orientamento/formazione professionale, necessario alla “ricollocazione” sul mercato del lavoro;
dopo il colloquio presso il centro per l’impiego, l’interessato sceglierà, tra quelle individuate dalla Regione Lazio, una agenzia specializzata che avvierà il percorso di ricollocazione/orientamento professionale/formazione che potrà durare fino a 6 mesi e che sarà predisposto sulla base delle esigenze del mercato del lavoro stesso (formazione “on demand”);
le aziende interessate alla assunzione dei lavoratori inseriti nel progetto di ricollocazione dovranno effettuare una “manifestazione di interesse” secondo il format che sarà predisposto dalla Regione Lazio.

Inoltre i rappresentanti della Regione Lazio hanno annunciato periodici incontri con tutte le OO.SS. del settore per la valutazione dei risultati raggiunti, nonché la costituzione di una “cabina di regia” con i Ministeri del Lavoro e dei Trasporti, l’Enac e le principali aziende del settore per la verifica del progetto
Un affare per le agenzie per il lavoro
A conti fatti il Piano di ricollocazione prevede di destinare ad ogni agenzia specializzata:

3.000 Euro “costo medio” per ogni lavoratore ricollocato con un contratto a tutele crescenti o con uno o più contratti a tempo determinato, della durata complessiva di minimo di 6 mesi in un anno. L’importo è variabile in base alla tipologia del contratto stipulato. Alle agenzie verranno erogati complessivamente oltre 2,5 mln se i progetti avranno successo e comunque una indennità fino al 20% se la ricollocazione del lavoratore fallirà.

2.000 Euro “costo medio” per ogni lavoratore al fine di finanziare le attività formative, per un totale di circa 2 mln di euro. Per ogni pilota, stimati complessivamente in 54 unità, verranno erogati 10.000 Euro a titolo di cofinanziamento del 50% della formazione, per un totale di oltre 500 mila euro.

Un regalo per le aziende
Alle aziende che ricollocheranno, con un contratto a tempo determinato o a tutele crescenti, ex-dipendenti AZ di oltre 50 anni di età, la Regione Lazio prevede di destinare 5.500 Euro “costo medio”. L’importo dipende dal tipo di contratto stipulato.
Considerando che gli ex-dipendenti AZ del Lazio con oltre 50 anni sono oltre 500 (…quasi la metà dei licenziati: un dato che chiarisce le finalità della “ristrutturazione” di Cai!), la spesa complessiva del alle aziende sfiora i 3 mln di Euro.

A tale spesa si deve aggiungere, oltre al prezzo di gestione dell’intero Piano (circa 200 mila Euro), il costo di una indennità di Euro 5.000 “costo medio” per ciascuno di coloro che sarà destinato fuori dalla Regione Lazio ad effettuare il percorso formativo. Il Progetto prevede che saranno oltre 100 lavoratori per un costo totale, quindi di quasi 600 mila Euro.

Le istituzioni fingono di non sentire e di non capire
La Cub Trasporti ha preso atto ancora una volta che sono andati a vuoto gli appelli alle istituzioni nazionali e locali affinché si avvii una riflessione SULL’UNICA SCELTA POSSIBILE PER TUTELARE L’OCCUPAZIONE E FERMARE LO SFRUTTAMENTO DI CHI È RIMASTO LAVORO, in un settore ricco e precarizzato: LA RIDUZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO A PARITÀ DI SALARIO.

Aeroporto Bene Comune
I CONSISTENTI INVESTIMENTI PUBBLICI utilizzati per la Cigs, la mobilità, i contratti di solidarietà, per il Fondo Speciale del Trasporto Aereo (…peraltro in gran parte prosciugato dalle aziende stesse, con la scusa della formazione e riqualificazione: un dato che Boeri sembra dimenticare) ed ora per i contratti di ricollocazione, NON DEVONO E NON POSSONO PIÙ ESSERE UTILIZZATI PER FINANZIARE LE RISTRUTTURAZIONI CHE ESPELLONO MIGLIAIA DI LAVORATORI E FAVORISCONO L’AUMENTO DEI PRECARI IN ATTESA DI STABILIZZAZIONE.

Una operazione ideologica
La Cub Trasporti ha bocciato quella che risulta essere una operazione ideologica e che relega la più importante istituzione della nostro territorio, ove peraltro l’aeroporto di Fiumicino rappresenta il principale sistema industriale del centro-sud del nostro Paese, ad un ruolo sussidiario ed ancillare delle aziende e degli speculatori di turno.

Per la Cub Trasporti è paradossale che le istituzioni si ingegnino per offrire ad aziende come Alitalia-Sai ulteriori facilitazioni e sgravi per riassumere il personale licenziato, magari ricollocandolo prima a tempo determinato, poi “stabilizzarlo” con i contratti a tutele crescenti, approfittando così sia degli incentivi descritti, che di quelli del Jobs Act (8mila euro di sgravi l’anno per tre anni!).

E’ chiaro che ci vorrà del tempo per misurare gli effetti di quello che però appare già da subito ci appare un tweet elettorale di propaganda del Renzi-Ichino-Valente pensiero.
E’ altrettanto evidente, però, che il successo della “pensata” non potrà essere misurato dal numero di ex-dipendenti AZ che aderiranno al piano di ricollocazione: CHI È STRANGOLATO DALLA DISOCCUPAZIONE È MESSO ALL’ANGOLO E NON HA MOLTE ALTERNATIVE DI SCELTA.

Né il plauso unanime degli altri sindacati può essere un metro di giudizio. Grida vendetta l’avallo al progetto da parte di chi ha condiviso gli esuberi di Alitalia o non ha mosso un dito per evitarli. Una posizione, peraltro, in palese conflitto di interesse con il business della trasformazione delle centrali sindacali in agenzie per l’impiego (vedi Repubblica del 2.3.2015 “Il Governo ingaggia i sindacati per il Jobs Act- Se piazzano i disoccupati il servizio è retribuito”): una trovata di Renzi per snaturare definitivamente cgilcisluilugl, costringendoli ad accettare, pur di tamponare i problemi di cassa determinati dal Governo con la riduzione degli introiti ai CAF e ai patronati.

La Cub Trasporti nel comunicare che la platea dei licenziati, per restare agli aeroporti laziali, non si restringe all’Alitalia 2014 ma si estende ai lavoratori precari e ai licenziati di Argol, della Groundcare dell’Alitalia del 2008 e di altre aziende, ha sollecitato la Regione ad intervenire con un Piano più generale, sia per riportare al lavoro centinaia di colleghi espulsi, sia per stabilizzare i precari del settore.

La Cub infine ha richiesto che gli approfondimenti sulle questioni di merito del Piano di ricollocazione dovranno essere effettuati in specifici incontri finalizzati ad affrontare le questioni rimaste in sospeso.

La Cub Trasporti in occasione della presentazione della Regione del progetto agli ex-dipendenti AZ, indirà:

31 MARZO 2015 – MANIFESTAZIONE CONTRO IL BUSINESS DEI LICENZIAMENTI

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