In piazza i cinquantamila della “cattiva scuola”. Prc: “Renzi vuole le scuole private”

Protesta in tutta Italia oggi degli studenti contro la “Buona scuola”. Sono scesi in 40 piazze in 50 mila per “sfiduciare il governo e costruire un’alternativa di scuola, di paese e d’Europa” e “contro l’idea di scuola contenuta nelle linee guida del Governo presentate al Consiglio dei ministri, e per supportare “le proposte dell’ Altrascuola”.
Momenti di tensione si sono avuti a Milano, con lancio di uova, vernice, fumogeni e sassi contro diversi obiettivi lungo il percorso, in particolare contro l’Expo Gate di largo Cairoli: uno studente è stato fermato e denunciato per lancio di oggetti.
Altre manifestazioni non hanno registrato incidenti. A Roma, di prima mattina gli studenti hanno organizzato un flash mob vestiti da clown, davanti al Miur a Viale Trastevere. Dalle piazze di oggi è stata rilanciata la giornata del 18 marzo, giorno nel quale movimenti e sindacati di tutta Europa, manifesteranno a Francoforte in occasione dell’inaugurazione dell’Eurotower della Bce”.

“Il Governo non ha la fiducia degli studenti. Le piazze di oggi devono essere ascoltate, e’ tempo di finirla con vuoti slogan e populismo- dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti- La consultazione imposta dal Governo, con la scarsissima partecipazione che ha raccolto da
parte della componente studentesca, non puo’ legittimare una riforma della scuola che risponde alle esigenze dell’impresa e ai poteri forti del Paese. A confermarlo sono le nuove agevolazioni previste per chi sceglie le scuole private e il bonus fiscale per gli investimenti privati nella scuola pubblica”.
“La giornata di oggi sara’ soltanto la prima tappa di un percorso di mobilitazione di lungo periodo- continua Lampis- Non ci limitiamo a richiedere il ritiro de La Buona Scuola, ma stiamo opponendo delle valide alternative, proposte il 10 marzo in una conferenza stampa alla Camera.
“Rifondazione Comunista esprime tutto il suo appoggio agli studenti scesi in piazza oggi in decine di manifestazioni per contrastare la “cattiva scuola” di Renzi”. E’ quanto affermano Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, e Vito Meloni, responsabile Scuola di Rifondazione Comunista secondo i quali “le anticipazioni sui contenuti del DDL sulla scuola che il governo si appresta a varare oggi confermano infatti l’intenzione di Renzi e della Giannini di procedere ad una ristrutturazione del sistema scolastico in senso privatistico e in chiave liberista”.
“Chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici, nuovi finanziamenti alle scuole private sotto forma di detrazione fiscale per le rette, introduzione di meccanismi premiali per stratificare in senso gerarchico i docenti, consegna ai privati e alle aziende di interi pezzi dell’istruzione, azzeramento degli organi collegiali democratici di gestione delle scuole: questi – evidenziano Ferrero e Meloni – i tratti salienti di un provvedimento che stravolge la funzione costituzionale del sistema scolastico italiano e che porta a compimento il disegno reazionario varato dalle controriforme Moratti e Gelmini”.

“Nulla di certo invece – sottolineano – sull’unica vera emergenza, l’assunzione dei precari, imposta dalla Corte di giustizia europea e necessaria per dare certezze al funzionamento delle nostre scuole e alla qualità dell’istruzione”.

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