Usa, continua la strage di afroamericani da parte della polizia. L’ultimo stanotte. E anche il Ku klux klan rialza la testa

Continua la strage di neri da parte della polizia Usa. Un agente di polizia dell’area di Atlanta, in Georgia, ha sparato e ferito mortalmente un afroamericano nudo e disarmato. E’ l’ultimo caso di un afroamericano inerme ucciso da poliziotti, dopo gli espisodi recentissimi in Missouri e a New York, che hanno suscitato negli Usa un’ondata di proteste proprio nei giorni del cinquantesimo anniversario della marcia di Selma. Ad Atlanta l’agente della polizia della contea di Dekalb dopo aver risposto alla segnalazione telefonica di un uomo a proposito di un “disturbato, che bussava alle porte e strisciava per terra nudo”, si è recaato sul posto trovando l’uomo nel parcheggio del condominio, senza vestiti addosso. L’uomo si e’ messo a correre verso il poliziotto, che prima gli ha intimato di fermarsi e poi gli ha sparato per due volte.

Intanto, centinaia di studenti hanno sfilato in corteo per le strade di Madison, nello Stato americano del Wisconsin, fino alla sede del governo in una nuova protesta per l’uccisione di Tony Robinson, il giovane nero colpito a morte venerdi’ scorso da un agente della polizia benche’ fosse disarmato. La manifestazione e’ stata pacifica, e ad aprirla era un grande striscione con la scritta “Le vite dei neri contano”, lo stesso slogan delle proteste dei mesi scorsi per altri afroamericani uccisi dalla polizia, Eric Garner a New York e Michael Brown a Ferguson, nel Missouri. “Siamo tutti Tony Robinson”, hanno scandito i dimostranti davanti al palazzo governativo. Il capo della polizia di Madison, Mike Koval, ha chiesto scusa per la morte del giovane. “La riconciliazione non puo’ cominciare senza che cominci io dicendo ‘mi dispiace'”, ha scritto Koval in un messaggi sul blog della polizia, e ha auspicato che col tempo la famiglia e gli amici di Tony Robinson “possano trovare nel loro cuore una certa misura di perdono”.

Nonostante queste formali e del tutto inutili esternazioni di solidarietà, il cancro del razzismo. Pochi giorni fa il Ku Klux Klan ha sfidato l’anniversario della ”bloody Sunday” e ha distribuito 4mila volantini dai contenuti razzisti tra Selma e Montgomery. “Abbiamo certamente distribuito i nostri volantini, alcuni contro King altri contro l’immigrazione”, ha detto, riferendosi a Martin Luther King, Robert Jones, ‘gran dragone” dei “Local White Knights” del KKK, in un’intervista a Al.co, ripresa dal sito ‘Politico’. “E’ arrivato il momento che il popolo americano si risvegli da tutte le falsità che si predicano su Martin Luther King”, ha aggiunto il leader razzista. All’University of Oklahoma è stato diffuso un video in cui si mostrano i membri di una “congregazione di studenti”, la Sigma Alpha Epsilon, che durante un viaggio in pulmann cantano cori razzisti ed offensivi nei confronti degli afroamericani. Il l presidente dell’università, Boren David, ha annunciato che misure tese a bandire la fraternity dal campus, chiuderne la casa ed anche avviare indagini sui singoli componenti che appaiono nel video.
“Siete per noi una vergogna, avete violato ogni valore che noi difendiamo” ha detto ancora il presidente ai membri della fraternity. Poco dopo è arrivata la presa di posizione del quartier generale della Sigma Alpha Elison, che conta in Usa migliaia di membri, che ha annunciato la decisione di sciogliere la succursale della fraternity nel campus dell’Oklahoma, scusandosi per video, definito disgustoso.

E anche in questo caso, scuse a valanga. “Noi ci scusiamo per il comportamento inaccettabile e razzista e siamo disgustati dal fatto che nostri membri possano comportarsi così – si legge nella dichiarazione – siamo quindi imbarazzati e offriamo la nostra solidarietà a chiunque sia sia sentito offeso e a tutti i nostri fratelli che vengono da ogni background di culture e etnicità”.

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