Partito Comunista del Venezuela: 84 anni di lotta per il potere insieme alla classe operaia

84-pcv-imagenPartito Comunista del Venezuela (PCV)

prensapcv.wordpress.com

Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

“Un partito ben organizzato, dotato di una tattica flessibile, fermo nei principi, studioso, appassionato e agguerrito, che non indietreggia davanti alla polemica né fugge nella lotta politica, è quello che reclama con pieno diritto il proletariato per marciare sotto la nostra gloriosa bandiera alla conquista del potere”. Jesús Faría (Segretario generale del PCV, 1951-1985)

5 marzo 1931-2015

La commemorazione dell’anniversario della fondazione del Partito Comunista del Venezuela (PCV) è sempre un’occasione per ricordare la storia gloriosa di eroismo della nostra organizzazione e dei suoi membri, la sua incorruttibile etica, la sua fermezza ideologica e la sua indomabile difesa degli interessi del popolo e la classe lavoratrice.
E non c’è da stupirsi, poiché negli 84 anni che compie il nostro Partito questo 5 marzo, molte sono state le dimostrazioni che abbiamo dato di tutto ciò.

Con legittimo orgoglio ricordiamo e rivendichiamo i nostri eroi e martiri e con ampia ragione coltiviamo la loro memoria e il loro esempio per la formazione delle nuove generazioni di comunisti.

Ma questa enfasi nel nostro passato eroico e glorioso spesso fa perdere di vista, sia a coloro che militano in queste fila, sia a coloro che da fuori ci osservano che il miglior momento della storia del PCV tuttavia sta per venire.

La validità e la pertinenza del nostro Partito sono determinate dal compimento della sua missione storica, degli obiettivi per il quale fu creato, che non sono altro che la presa del potere politico insieme alla classe lavoratrice; il rovesciamento del sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo; lo sviluppo dell’autentico Potere popolare nel quadro di un nuovo Stato democratico, popolare e rivoluzionario; e la costruzione del socialismo in Venezuela fino alla sua piena realizzazione nel futuro comunista. Allora, e solo allora, la storia del PCV giungerà al suo apice e, quindi, al momento di considerare la possibile dissoluzione della nostra organizzazione.

Per il Blocco Popolare Rivoluzionario

Questo è, insomma, un Partito con molto passato, ma con molto futuro. E con tale idea in mente, il 14° Congresso nazionale del nostro Partito, celebrato nel 2011, valutò gli eventi occorsi in Venezuela nel corso dell’ultimo decennio, e concluse che è giunto il tempo di cominciare a costruire uno strumento unitario, di profilo ancor più definitivamente classista e più chiaramente impegnato nella prospettiva socialista che l’attuale ampia alleanza nella quale partecipiamo dal 1998, senza causare rotture premature o non necessarie con quest’ultima.

Questo nuovo strumento, denominato Blocco Popolare Rivoluzionario (BPR) nella nostra Linea politica approvata nel 14° Congresso, è “necessariamente circoscritto a coloro che si propongono la completa abolizione della classe sfruttatrice e per tanto non può assolutamente includere alcuna frazione borghese, né alcuna organizzazione che esprima i suoi interessi”, e deve costruirsi intorno alla classe lavoratrice, asse fondamentale e forza motrice dei cambiamenti storici che stanno per venire.

Tale costruzione, continua la Linea politica, ha come obiettivo di “produrre una consistente e accelerata accumulazione di forze del movimento operaio e popolare che […] forgi una nuova correlazione di forze favorevole alla classe operaia e al popolo lavoratore, ossia ai fattori politici e sociali più coerentemente antimperialisti e realmente interessati all’approfondimento dell’attuale processo di cambiamento, per la disarticolazione dell’apparato statale borghese, la costruzione del nuovo Stato Democratico Popolare Rivoluzionario, il progressivo smantellamento del sistema capitalista e l’edificazione del socialismo nella prospettiva della formazione economico-sociale comunista”.

I più recenti avvenimenti che hanno scosso il paese e hanno messo in rilievo le debolezze e carenza del processo di cambiamento iniziato nel 1998, evidenziano anche la necessità di avanzare velocemente nella costruzione del BPR e, allo stesso tempo, mostrano le immense possibilità che si aprono per tale blocco e per questo Partito in particolare. In effetti, è sempre di più evidente che il raggruppamento di settori politici, sociali e economici che finora hanno diretto il processo di cambiamento potrebbe esser giunto al suo punto di esaurimento, cosa che ci pone davanti la prospettiva di una stagnazione del processo o persino un regresso, a meno che un cambio nei rapporti di forza, con la classe lavoratrice come centro e asse, apra nuovi orizzonti e riorienti il percorso degli avvenimenti verso l’approfondimento del processo.

Questo ci dice che siamo all’inizio di un momento di acutizzazione della lotta di classe, sia tra il raggruppamento di forze che ha diretto il processo di cambiamento e i suoi nemici tradizionali, come tra questo e i settori sempre più grandi del popolo lavoratore che finora hanno accompagnato il processo e non sono disposti ad accettare stagnazioni, né regressi.

Un Partito con vocazione di potere

Ed è propriamente nello scenario dell’acutizzazione della lotta di classe che il PCV ha le migliori condizioni per avanzare, crescere e rafforzarsi. In epoche in cui la lotta di classe è addormentata o sfigurata dalla conciliazione e dalla pace sociale imposte dall’egemonia della classe dominante, ai comunisti viene reso difficile il lavoro con, tra e per la classe lavoratrice. Ma quando lo sviluppo della storia giunge alla screpolatura di qualsiasi egemonia dominante, si aprono epoche di maggiore fluidità e dinamismo sociale e politico e l’impalcatura che sostiene la dominazione resta allo scoperto e in pericolo.

Siamo quindi di fronte a uno scenario nel quale potrebbero crearsi le condizioni affinché questo Partito, come parte del nuovo raggruppamento di forze sorte dal lavoro di costruzione del BPR, si batta per il potere politico nel futuro prossimo.

Il PCV ha vocazione di potere e non ci riferiamo semplicemente alla conquista elettorale di sindaci e governatori, o anche della presidenza della Repubblica. Parliamo della presa vera del potere politico, insieme al popolo lavoratore organizzato, per iniziare, una volta per tutte, la marcia verso le trasformazioni profonde dell’economia e della società che la storia richiede.

In questo anniversario del nostro Partito, ricordiamo e onoriamo con orgoglio la memoria di coloro che ci hanno preceduto nel corso di 84 anni. Ma non perdiamo di vista che il maggiore omaggio alla nostra storia lo faremo il giorno in cui assolveremo l’obiettivo storico per il quale tante generazioni hanno lottato. E questo giorno si può avvicinare a passi da gigante.

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