La scuola in cui entro ogni giorno

Nel pacchetto scuola di Matteo Renzi non mancano le detrazioni fiscali per chi iscrive i figli alle paritarie. Mentre le aule pubbliche cadono a pezzi gli istituti privati, dunque, continuano a essere finanziati da Stato e Regioni, direttamente e con le detrazioni. Eppure, è nelle aule delle scuole pubblche malsicure, nella scuole dove i genitori sono costretti ad acquistare la carta igienica, che ogni giorno bambini, ragazzi e adulti di età, origine, religione, idee diverse si incontrano e camminano insieme. “La scuola in cui entro ogni giorno – scrive Rosaria Gasparro, maestra di una scuola pubblica del Sud – è l’unico luogo che conosco in cui le diversità siedono accanto e lavorano insieme, si scontrano si conoscono s’incontrano si aiutano. Basterebbe questo a fare della scuola pubblica l’eccellenza che già c’è… Lo Stato deve rispettare il dettato costituzionale e finanziare le sue scuole, che non hanno la carta igienica e non ti lasciano sognare, caro Renzi. Le scelte private non possono cadere sulla collettività, per quale motivo un cittadino italiano valdese o musulmano o ateo deve finanziare col suo denaro le scuole cattoliche?”

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di Rosaria Gasparro*

La scuola in cui entro ogni giorno, in cui incontro persone diverse da me, cheparlano, pensano, vestono, mangiano, credono in modo diverso dal mio, che non credono in Dio. Che sono sposati, separati, soli, con famiglie allargate, che si arrabattano per vivere, che stanno bene, che vanno alla Caritas. Che vengono da lontano e si fanno prossimo vicino. Che sono abili, disabili, dislessici, oppositivi, collaborativi. Che sono figli del sindaco e del sindacalista, dell’operaio e dell’imprenditore, della casalinga e del disoccupato, che vivono in case famiglie.

La scuola in cui entro ogni giorno è l’unico luogo che conosco in cui le diversità siedono accanto e lavorano insieme, si scontrano si conoscono s’incontrano si aiutano. L’unico e prezioso luogo d’integrazione dove si può diventare esseri umani partendo e prescindendo dalle appartenenze e dalle culture da cui si proviene. Quell’essere di tutti e per tutti che la rende necessaria e insostituibile. Il valore in cui crediamo e che difendiamo. Basterebbe questo a fare della scuola pubblical’eccellenza che già c’è.

La scuola della Costituzione

Ce lo dicono anche i risultati dei test Ocse-Pisa, nei quali la scuola pubblica supera di gran lunga (di venti posizioni) le scuole private che sono molto spesso diplomifici per chi non ce la fa. Che nel lor essere in genere confessionali e quindi fortemente identitarie, fanno della convivenza una pratica monoculturale, con capacità relazionali e sociali orientate ai simili e non sperimentate nella complessità e nell’inquietudine dell’altro, di tutti gli altri con cui prima o poi ci si dovrà misurare. Quindi potenzialmente fondamentaliste.

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La scuola pubblica della Costituzione raggirata e impoverita dai governi che trovano le risorse per finanziare le scuole private. “Settecento milioni l’anno di denaro pubblico – come scrive l’Espresso – vanno ad aiutare gli istituti paritari, mentre lo Stato non ha soldi neppure per rendere sicure le aule. Un flusso che parte dal ministero dell’Istruzione, dalle Regioni e dai Comuni e finisce senza controlli ad enti privati di scarsa qualità o dove i professori ricevono stipendi da fame”.

Non hanno la carta igienica

Lo Stato deve rispettare il dettato costituzionale e finanziare le sue scuole, che non hanno la carta igienica e non ti lasciano sognare, caro Renzi.

Le scelte private non possono cadere sulla collettività, per quale motivo un cittadino italiano valdese o musulmano o ateo deve finanziare col suo denaro le scuole cattoliche?

 

* Maestra di una scuola primaria pubblica, vive a San Michele Salentino (Brindisi). Altri suoi articoli sono qui. Insieme a molti e molte ha contribuito alla nascita di questo dossier: Apprendere facendo.
L’adesione di Rosaria alla campagna di Comune-info “Ribellarsi facendo”

 

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