“In Grecia una lotta di popolo”, parla il nuovo segretario di Syriza. La carognata di Madrid contro Atene

“Syriza deve giocare un ruolo importante e rafforzato, mantenendosi distinto dal governo. Dovremo rinnovare e migliorare le funzioni del nostro partito, le sue relazioni con la società, la sua apertura, la sua formazione e costituzione, avere relazioni stabili con tutti per poter appoggiare e controllare il governo in un modo fecondo”. Oggi il manifesto pubblica una intervista a Tasos Koronakis, il nuovo segretario di Syriza. Koronakis si dice sicuro che le radici di Syriza si trovano nel movimento anti-G8 di Genova. Koronakis, che proviene dai giovani di Synaspismos, è stato eletto dal Comitato centrale con 102 voti. Il candidato della Piattaforma di sinistra Alekos Kalyvis ha preso 64 voti, 32 le schede bianche.La segreteria politica, nella quale la maggioranza di Tsipras con 110 voti ha eletto sei membri, la Piattaforma di sinistra, con 63 voti, ne ha eletto quattro e la lista degli ex maoisti di Koe, cone 23 voti, uno.
“La nostra lotta per far tornare la democrazia in Grecia – aggiunge Koronakis – è anche una lotta per far ridiventare i partiti istituzioni democratiche, di dialogo e dibattito dentro e con la società. Lafazanis (leader della Piattaforma di sinistra) e Kalyvis (candidato della Piattaforma alla segreteria del partito nei giorni scorsi hanno lanciato inviti a combattere tutti insieme questa difficile battaglia.
Sul fronte della battaglia contro il Memorandum, c’è da registrare una nuova “offensiva mediatica” della Spagna, che per bocca del ministro delle Finanze Luis de Guindos, ha messo in giro la voce di un terzo salvataggio. Una vera e propria carognata, peraltro smentita da Juncker. La Spagna era stata accusa da Tsipras non solo di non prendere le difese della Grecia ma di aver tramato contro Atene in occasione dell’Eurogruppo. Ieri Varoufakis ha dovuto sottolineare che sono pronti alla restituzione di un miliardo e mezzo al Fmi.
La Bce si riunirà a metà settimana a Nicosia. Atene vorrebbe che la Bce alzasse la soglia di 15 miliardi di euro sulle sue emissioni di debito a breve. Una concessione che appare improbabile perché‚ la Bce sa benissimo che quei bond verrebbero comprati dalle banche, che a loro volta l darebbero a garanzia di liquidità che poi userebbero per sottoscrivere altri bond: un circuito vizioso che fa della Bce il finanziatore di ultima istanza di Atene

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