LIGURIA: DICHIARAZIONI DEL PROCURATORE GRANERO “SISTEMA DI POTERE EGUALE A 30 ANNI FA”

Le pagine della cronaca genovese di Repubblica (eredi del glorioso “Il Lavoro”) hanno ospitato, domenica 1 Marzo, alcune importanti dichiarazioni rilasciate dal procuratore della Repubblica di Savona, Francantonio Granero.

L’argomento riguarda i rapporti tra la Giustizia e la Pubblica Amministrazione, in una regione come la Liguria antesignana della “questione morale” antecedente a Tangentopoli ( Il “Caso Teardo” del 1983 nel quale lo stesso Granero con Michele Del Gaudio sostenne l’indagine e l’accusa), dove oggi sono aperti molteplici casi come quello riguardante l’inquinamento prodotto dalla centrale Tirreno Power di Vado Ligure, le infiltrazioni mafiose soprattutto nel campo dello smaltimento dei rifiuti (in realtà fenomeno antico: lo stesso Del Gaudio nel periodo in cui fu parlamentare, tra il 92 e il 96, lo denunciò con diverse interrogazioni parlamentari), la cementificazione selvaggio del territorio a Levante, come a Ponente.
Riportiamo di seguito una parte delle dichiarazioni di Granero “..Qualche volta mi sono chiesto se anche il circondario di Savona (Granero in un passaggio precedente ha fatto riferimento al circondario di Scalea, in Calabria punto di incrocio tra la parte n’drangheta al Sud e la parte camorra al Nord) non debba essere considerato una zona tra i problemi genovesi e quelli dell’imperiese, perché lì sembrava tutto andasse bene. Io ero stato in Liguria, essendo nato lì, soltanto per un periodo di dieci anni, negli anni Ottanta, quando ho fatto il processo Teardo. Sono tornato esattamente dopo trent’anni e ho trovato la stessa situazione che avevo trovato allora, ossia una struttura di potere trasversale, priva di qualunque colore partitico, che domina tutta l’attività economica e finanziaria del territorio..”
Vale la pena a questo punto richiamare due punti di analisi politica relativa proprio al citato “caso Teardo” che, all’epoca furono offerti al dibattito ma che vennero rifiutati dalle forze politiche che gestivano le amministrazioni a livello regionale e locale .Vigeva, allora, il sistema delle “giunte bilanciate”: a sinistra il Comune di Genova e quello di Savona; al centrosinistra –DC/PSI, con quest’ultimo partito presente in tutte le combinazioni, la Regione Liguria. Oltre a “staffette programmate” nel ruolo di Sindaco in diversi importanti comuni.
I due punti consistevano in questo:
1) Il “caso Teardo” non era riducibile a un semplice sistema di tangenti (com’era avvenuto, nello stesso periodo, a Torino con il caso Biffi Gentili/Zampini denunciato dal Sindaco Diego Novelli) ma si trattava di un vero e proprio “contropotere organizzato” che si avvaleva di forze interne ed esterne alle istituzioni con un collegamento ai poteri occulti espressi dalla loggia massonica segreta P2 di Licio Gelli;
2) La cosiddetta “area centrale ligure (quella che oggi il procuratore Granero individua come circondario di Savona) si collocava al centro di una formidabile logica di scambio tra deindustrializzazione e speculazione edilizia. Progetto poi realizzato con cura nel corso degli anni devastando completamente il tessuto industriale di Savona, Vado Ligure e della Valbormida.
Entrambi questi due punti furono rifiutati e le forze politiche maggiori andarono per la loro strada, innestandosi – come ha scritto il procuratore Granero – in un sistema di potere identico da trent’anni a questa parte.
Un sistema di potere che ha appena fornito una propria sicura prova di sé nell’occasione delle recenti primarie del PD: tanto per fare un esempio molto recente e molto concreto.
Le responsabilità dell’intero quadro politico ligure, nel corso degli anni, sono state enormi: a sinistra si è continuato e reggere la coda a questo tipo di situazione, in una posizione assolutamente subalterna di pura gestione e di acquisizione di miserevoli profitti politici : qualche assessorato inutile, qualche posto garantito nei listini con tante fughe dalle sedi dove si dovevano decidere questioni scomode, come è stato nel recentissimo caso della privatizzazione delle visite dei primari ospedalieri.
Lo stato di cose descritto dal procuratore Granero è evidente a tutti: eppure le collusioni appaiono ancora molto ampie e non emerge un’area sufficientemente ampia e coerente per l’esercizio di una doverosa e auspicabile opposizione che comunque arriverebbe in ritardo, mentre si aprono altre questioni di grande spessore dalla Gronda al Terzo Valico e il territorio devastato subisce almeno due alluvioni l’anno.
Questo scritto intende essere semplicemente una testimonianza (di quella che fu la battaglia politica degli anni’80 ma anche in quelli successivi) e un invito a guardarsi attorno con attenzione per assumersi la responsabilità di una battaglia politica che è sicuramente ancora il caso di condurre con autonomia di pensiero e determinazione d’intenti.

Franco Astengo

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