Latina, la lotta in trincea degli “Operai uniti”: dalla Aviointeriors alla Sapa

Non hanno mai cessato di lottare con un presidio all’aperto sul piazzale della fabbrica dove si continua a lavorare, a Cisterna di Latina, nel Lazio. Sono i 136 operai della Sapa Profili, in mobilità da maggio scorso, ed in presidio permanente da più di 200 giorni. Ultimamente si sono visti raggiungere da un gruppo di altri operai, quelli dell’Avionteriors di Tor Tre Ponti, a due passi da lì. Sessantasette operai finiti direttamente in mobilità, anche loro. Anche loro hanno organizzato davanti alla loro azienda un presidio permanente. Da qualche settimana hanno deciso di rompere gli indugi e si sono organizzati in una sorta di coordinamento dal titolo molto significativo “Operai uniti”, anche con quelli della Italcraft, che rischiano circa cento posti di lavoro.
Quaranta tute blu Avio sono stati costrette ad accettare la conciliazione, che non significa la riassunzione, però. La trentina rimasta fuori, nel quasi totale disinteresse del sindacato, continua eroicamente la battaglia. Anche perché, secondo quanto vanno ripetendo in tutte le occasioni, dalla piazza mediatica di Santoro al Consiglio comunale straordinario di Latina, non è che per quelli dentro la situazione sia tutta rosa e fiori. Loro l’azienda di Alberto Veneruso la conoscono bene,così come tutta la “Galassia Veneruso”, di cui oltre fanno parte numerose aziende, come la Meccano . E non hanno nessuna difficoltà a dire che, al minimo, siamo davanti a un caso palese di “cattiva gestione”. Insomma, l’azienda, che produce interni per aerei ed ha la certificazione, potrebbe trovarsi in ben altra condizione. Solo che la “galassia”, con tutto un sistema di scatole cinesi e bilanci, partecipazioni che si intrecciano, fallimenti e vicissitudini varie non lo permette. L’ultima è una indagine della guardia di finanza su buste paga che definire “sui generis” è quasi un eufemismo. Da Cisterna di Latina più di qualche azienda, a cominciare da Boeing, Airbus e Atr, sono scappate via.

Da 930 addetti, ora la fabbrica non ne ha neanche 200, ripetono i lavoratori a chiunque li passa a trovare nel loro presidio lungo la vecchia via Appia nel tratto che esce da Cisterna di Latina per correre verso il Sud. Il 19 febbraio, il giudice del tribunale di Latina si esprimera’ sul fallimento e bancarotta fraudolenta della Avioninteriors. E in quell’occasione i nodi potrebbero venire al pettine. L’azienda nelle scorse settimane ha approvato un aumento di capitale. Servirà a far credere al giudice di averci messo una pezza? Gli operai uniti sono stati anche alla Camera e, pochi giorni fa in Regione Lazio, dove hanno chiesto che l’assessore regionale al Lavoro, Lucia Valente, “si faccia carico della situazione e della vertenza in corso e chieda con forza un piano industriale serio, che preveda il reintegro del personale fuoriuscito ingiustificatamente e in maniera unilaterale”. Per questa settimana, come hanno scritto sulla loro pagina Fb sono pronti addirittura ad andare dvanti al ristorante dove Veneruso di solito si reca per le sue riunioni di lavoro.  “L’unico nostro timore e’ che nel nostro territorio si ricrei un’altra Goodyear. Il nostro mercato e’ in espansione e sviluppo, bisogna pero’ intervenire per garantire un’occupazione sana, visto che Latina e’ gia’ la penultima provincia per occupazione”.

Ultimamente, il presidio dei lavoratori di Aviointerirs ha ricevuto la visita di una delegazione del Prc, e alcuni di loro hanno partecipato anche al corteo del 14 febbraio a sostegno della Grecia. “La nostra solidarietà e il nostro supporto – sottolinea Pina Necci, segretaria del Prc di Latina – non sono solo un atto di testimonianza ma di collaborazione attiva nella prospettiva di una vertenza del lavoro che nella provincia di Latina, nonostante i colpi della crisi economica, stenta a prendere forma

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