I comunisti russi in merito all’assassinio di Boris Nemtsov

nemtsov omicidioda kprf.ru

Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nella tarda serata del 27 febbraio, è stato brutalmente assassinato a Mosca Boris Nemtsov, uno degli esponenti più noti dell’opposizione russa liberale e filo-occidentale, proprio alla vigilia della manifestazione che la destra liberista ha in programma per il 1 marzo.

Sul carattere di sanguinaria provocazione di tale crimine ha immediatamente preso posizione il Partito Comunista della Federazione Russa, la principale forza politica di opposizione parlamentare.

Di seguito le dichiarazioni dei due massimi dirigenti del PCFR, rilasciate alle agenzie e riportate con grande rilievo nel sito del partito.

Ghennady Zyuganov: “Per i grandi incendi c’è bisogno di vittime sacrificali”
http://kprf.ru/party-live/cknews/139840.html

Il leader del PCFR Ghennady Zyuganov definisce l’assassinio del politico dell’opposizione Boris Nemtsov una provocazione e invita lo speaker della Duma di Stato Serghey Narishkin ad affrontare urgentemente con i politici ad ogni livello l’evolversi della situazione nel paese.

“Ci sono forze interessate ad aggravare al massimo la situazione. E’ necessario indagare al più presto su quanto è accaduto. Questa è una provocazione. Per gli incendi di grandi dimensioni sono necessarie vittime sacrificali e proprio in questo modo, con la provocazione, hanno avuto inizio molte sciagure nel mondo”, – ha dichiarato oggi G. Zyuganov a Interfax.

Il leader del PCFR propone di discutere della situazione in una Tribuna aperta.

Egli ha fatto notare che “non si tratta solo di fare le condoglianze, ma che è necessario riunire i leader politici per valutare che cosa stia accadendo nel paese”.

“Abbiamo bisogno di cambiare l’attuale linea finanziario-economica del paese. Le politiche liberali sono mortali per il paese”.

Il leader comunista ha espresso la sua preoccupazione, affermando che “non importa quale versione sia fornita del delitto, resta il fatto che esso ha avuto luogo nel centro di Mosca di fronte al Cremlino, in un momento molto difficile per il paese”.

G. Zyuganov ha espresso anche profondo cordoglio ai parenti e agli amici di Boris Nemtsov.


Ivan Melnikov: “L’assassinio di Boris Nemtsov è una provocazione per far crescere l’isteria anti-russa”
http://kprf.ru/dep/gosduma/activities/139832.html

L’assassinio di Boris Nemtsov si presenta come una crudele provocazione che si propone di eccitare l’opinione pubblica in Russia e diffondere sentimenti anti-russi all’estero. Lo ha affermato il primo vicepresidente del PCFR e primo vice speaker della Duma di Stato, Ivan Melnikov.

In precedenza, il centro stampa del Ministero dell’Interno aveva comunicato che alle 23.40 del 27 febbraio, nel centro di Mosca, da sconosciuti era stato ucciso con quattro colpi di arma da fuoco alla schiena un uomo che, come risulta dai documenti, è il politico Nemtsov.

“Per un commento approfondito occorrerà aspettare gli sviluppi. Dal punto di vista politico, se teniamo conto del momento scelto, dell’appartenenza ideologica, della notorietà del nome, sembrerebbe che la feroce provocazione politica sia stata organizzata con i medesimi scopi che stavano dietro l’abbattimento del “Boing” (in Ucraina nel 2014)”.

“E questo proprio allo scopo di infiammare l’opinione pubblica all’interno del paese e provocare un’ondata di isteria anti-russa all’estero. Né l’una né l’altra cosa sono nell’interesse degli oppositori dello scomparso Nemtsov”.

 

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