La grande piazza di Milano. Lavoratori contro i ladri di diritti

Partenza alle ore 14 da Largo Cairoli, conclusione del corteo in piazza della Scala. Contro i ladri di diritti, il modello Expo, il jobs act, il lavor gratuito e il razzismo. Più salario, più casa. più reddito, più diritti.

Difficile la piazza di Milano, da anni. Ma la prova stavolta riesce alla grande. Troopo grande lo sfregio del lavoro gratuito per chi deve far funzionale l’Expo, troppo volgare il criminale decreto chiamato Jobs Act, che distrugge il sistema dei diritti del lavoro e riporta i lavoratori a prima dell’autunno caldo.

Grande merito all’Usb, che copre dall’inizio alla fine del lungo corteo, con le sue bandiere e i suoi lavoratori, lo spazio politico e sindacale. L’iniziativa era partita dal Forum diritti lavoro, che riunisce giuslavoristi, sindacalisti di lungo corso come Giorgio Cremaschi, una vita in Cgil e nella Fiom.

Grande merito ai vigili del fuoco, capaci di animare un happening continuo dal luogo di partenza fino al Duomo, a piazza San Babila, in una Milano attenta ai temi del corteo, mai allarmata da questa “invasione” d’altri tempi che parla al cuore, al portafoglio, alla dignità di chi trae dal lavoro di che vivere.

C’è anche la determinazione poco conosciuta del pubblico impiego,  bersaglio preferito del qualunquismo e del governo Renzi, che a guiorni andrà alle elezioni per il rinnovo delle Rsu battagliando contro sigle sindacali di regime, intente sempre alla compravendita dei privilegi e non più ai diritti di chi lavora.

E grande, forte, allegra, la presenza dei migranti – da Roma, Napoli, Torino,Bologna, Bergamo ecento altre città – a testimonianza che il lavoro non ha colore, che non si divide su questo, che non si può contrapporre una sfumatura di pelle chiara a tutte le altre.

Si è da poco concluso in piazza San Babila il corteo nazionale CONTRO I LADRI DI DIRITTI, che ha visto sfilare per le vie di Milano 10.000 manifestanti contro jobs act, precarietà e razzismo.

Tante le realtà del lavoro pubblico e privato, dei movimenti sociali, dei coordinamenti cittadini e regionali, fianco a fianco con i precari, i disoccupati, i migranti e i senza casa.

In piazza gli intervenuti conclusivi di Giorgio Cremaschi, per il Forum Diritti/Lavoro che ha lanciato la manifestazione; Nicoletta Dosio, del movimento No Tav; Aboubakar Soumahoro, portavoce italiano della Cispm (Coalizione Internazionale Sans Papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti Asilo) e Pierpaolo Leonardi, dell’Esecutivo nazionale USB.

“I lavoratori e le lavoratrici, ma anche chi il lavoro lo ha perso, o i giovani a cui Expo chiede di lavorare gratis, non si fanno certo incantare dalle favole di Salvini, sedicente neo paladino dei più deboli – ironizza dalla piazza Guido Lutrario, dell’USB nazionale – qui, nel cuore di Milano, si hanno ben presenti le prodezze di cui è capace la Lega, sia quando era al Governo nazionale, sia adesso che governa la Lombardia, dove per Expo ha ratificato il lavoro sfruttato e gratuito, con la benedizione di Cgil Cisl Uil”.

“Lo sanno bene anche i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo, tantissimi oggi in piazza con noi, che Salvini insieme ai neofascisti vorrebbe far ‘riaccompagnare a casa’ dalla nostra Marina Militare”, aggiunge il sindacalista.

“Sono troppe le parti in commedia – prosegue Lutrario – sia per Salvini che per Renzi, l’altro sedicente innovatore che ha riportato il diritto del lavoro ai tempi di Kunta Kinte, come era scritto su uno striscione del bellissimo corteo di oggi”.

“I lavoratori e le lavoratrici non ci cascano – evidenzia il rappresentante USB –  sanno bene chi, seguendo un percorso coerente, difende i loro interessi praticando un conflitto vero, nei posti di lavoro e nei territori; chi non li porta a scioperi e manifestazioni mentre in contemporanea firma accordi vergognosi. Questa di oggi è stata la prima grande manifestazione contro il jobs act e contro tutti i ladri di diritti – conclude Lutrario – da qui continua la nostra battaglia”.

 

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“Oggi siamo in tanti a Milano, nel cuore di quel modello Expo che dovrebbe fare da vetrina per l’Italia, a dire che quel modello, fatto di precarietà, lavoro gratuito e cementificazione del territorio, lo rispediamo dritto al mittente”, dichiara Fabrizio Tomaselli, dell’Esecutivo Nazionale USB, dal corteo nazionale dove stanno sfilando circa 10.000 manifestanti.

“Per prima cosa lo rimandiamo indietro  a Renzi, a cui diciamo che i lavoratori e le lavoratrici non ci stanno a farsi rottamare da lui e dal suo governo di finti innovatori, dove un Alfano qualunque si vanta di aver cancellato l’articolo 18 portandoci indietro di cent’anni”, prosegue Tomaselli.

Aggiunge il dirigente USB: “Poi lo rispediamo indietro al Matteo numero due, e a quella Lega che oggi in piazza fa finta di fare l’opposizione ma che in Lombardia, a braccetto col PD,  ha anticipato il jobs act per la cogestione del business Expo”.

“Non ultimo, lo rispediamo a Cgil-Cisl-Uil, che per Expo hanno sottoscritto l’incredibile accordo sindacale che autorizza sfruttamento e lavoro gratis ed hanno poi la faccia tosta di chiamare i lavoratori a scioperare soltanto a cose fatte”, conclude Tomaselli.

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