Ceuta, Melilla e l’invasione inventata

UNOS 20 INMIGRANTES ENTRAN EN MELILLA TRAS UN FORCEJEO CON LA POLICÍA

di Marco Stefanelli – comune.info

Le due città spagnole in territorio marocchino, Ceuta e Melilla, continuano ad attrarre, ogni anno di più, ingenti investimenti europei per il rafforzamento della zona di frontiera ma in realtà l’invasione tanto paventata non esiste, serve solo – in Spagna come in Italia – a giustificare la brutalità della polizia e a conquistare voti facili per i partiti conservatori.

E infatti solo quattromila persone sono entrate illegalmente a Ceuta e Melilla nel corso del 2013 secondo l’agenzia europea Frontex, una goccia nel mare se pensiamo che nello stesso periodo il Mediterraneo centrale ha visto sfilare 40.000 migranti in fuga dalla Libia alla volta di Malta e Italia.

Nel frattempo però decine di milioni di euro vengono pagati dall’Europa al Marocco per sostenere le sue politiche migratorie che nel corso del biennio 2013-2014 hanno portato alla regolarizzazione di ben 18.000 migranti mentre ultimo atto di queste politiche è stata la distruzione, lo scorso 10 febbraio, di tutti gli accampamenti celati nella fitta pineta del Monte Gurugù dai quali, ogni settimana, decine e decine di migranti scendevano per “assaltare” l’alta Valla che separa Melilla dal regno del Marocco.

A questi temi è dedicata Passpartù, radiotrasmissione settimanale di Amisnet. Ospiti della puntata: Sara Creta, giornalista e videomaker, e Gabriela Sanchez, giornalista de eldiario.es. Per ascoltare la trasmissione cliccate qui.

 

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