Scuola, cresce il malcontento, in arrivo altre mobilitazioni

Cresce il malcontento dei sindacati in attesa del Consiglio dei ministri di venerdì, quando sul tavolo di discussione approderà la “Buona scuola”, questa volta sotto forma di decreto legge e di disegno di legge delega. Ok al piano di assunzione dei precari,a nche se si teme che i numeri non saranno quelli dichiarati dall’esecutivo, ma un bel “No” all'”editto”, ovvero al fatto che l’assetto retributivo degli insegnanti sia imposto attraverso decreto legge. Perché‚ i docenti – chiarisce il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna – “non possono essere trattati come sudditi”. Sulla loro retribuzione e sulla loro progressione economica, temi propri della contrattazione, occorre aprire il dibattito. Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, annuncia dunque “risposte di lotta” al disegno del governo, mentre l’Anief ha già proclamato uno sciopero del personale precario docente per martedì 17 marzo.
I sindacati ribadiscono le loro posizioni, soprattutto sul piano contrattuale: “Stanno facendo in modo di assumere, e qui siamo d’accordo, 130 mila precari – afferma Barbagallo riferendosi alle intenzioni del Governo – ma con i soldi di quelli che già lavorano nella scuola. A loro insaputa stanno facendo praticamente un contratto di solidarietà Bastava dirlo, ne avremmo discusso”. Se ci sarà un “editto”, “faremo sentire le voci degli insegnanti con la protesta”: “non è escluso lo sciopero”, aggiunge Di Menna. Anche il segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, prende la parola e, riferendosi agli scatti di anzianità, dice che “si mistifica la realtà quando si afferma che per pagarli si sono prosciugate le risorse per le attività a favore degli studenti”. “Inserimento in Gae, scatti di anzianità, ferie, primo gradino stipendiale, censimento posti vacanti – conclude l’Anief – sono le parole d’ordine di uno sciopero e di una manifestazione che martedì 17 marzo intendono contrastare la precarietà, stabilizzare il personale, recuperare i diritti e la dignità del lavoro”. All’appello sono invitati a rispondere “140 mila supplenti”. L’appuntamento è a Roma, nei pressi del Parlamento, per un sit-in.

Ma non è solo la questione docenti a sollevare “preoccupazione”. Ai parlamentari del M5s delle Commissioni Cultura di Camera e Senato non vanno giù le indiscrezioni secondo cui “nel decreto in arrivo venerdì” verrà inserita anche “la detrazione fiscale per i genitori che iscrivono i propri figli nelle scuole paritarie”. “Questo governo – dicono – fa cadere i costi della scuola sulle spalle delle famiglie che iscrivono i propri figli alla statale, dove i contributi volontari di fatto sono diventati obbligatori, mentre alle scuole private vengono destinati più di 500 milioni di euro all’anno, oltre a numerose agevolazioni”.

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