La fine del sogno petrolifero del Brasile

Era nota per aver provocato centinaia di incidenti con perdite in mare di milioni di litri di petrolio, poi però la Petrobas era diventata uno dei simboli sfavillanti dell’economia progressista non solo in Brasile. Oggi la grande azienda petrolifera nazionale brasiliana è al collasso tra processi per estorsione e corruzione, dimissioni, crolli in borsa, che non sono un’eccezione ma il volto ordinario del capitalismo. Come dimostra anche il Venezuela non dà buoni frutti seminare petrolio

petr2

 

di Maria Rita D’Orsogna* -comune.info

Fino a qualche anno fa il Brasile era una scintillante potenza emergente, e nessuna ditta era più splendente della Petrobras, l’azienda petrolifera nazionale.

Hanno investito circa 220 miliardi di dollari per infrastrutture petrolifere dopo avere scoperto il piu grande giacimento nel mondo occidentale dal 1976 ad oggi, e il petrolio doveva portare al “nuovo Brasile”.

Passano pochi mesi e dello scintillio della Petrobras non restano che gli scandali, lacorruzione, le spettacolari perdite in borsa, gli obiettivi non raggiunti, l’inefficenza, il Ceo (Chief Executive Officer, amministratore delegato ndr) che si dimette.

Nel 2008 la Petrobras valeva 310 miliardi. Adesso ne vale 48. Il valore delle azioni è calato del 70 per cento. E no, non è solo il prezzo del petrolio ma proprio tutto il modo di operare della Petrobras. Il capo della ditta, Maria das Gracas Foster e altri cinque manager si sono “dimessi involontariamente” mercoledì 4 febbraio perchè secondo le indagini della polizia hanno preso tangenti in cambio di contratti. Ci sono state transazioni sospette per circa 33 miliardi di dollari.

dmMaria das Gracas Foster (ex Ceo, nella foto alle spalle di Dilma Rousseff) era molto amica del presidente Dilma Rousseff, ma lo scandalo era cosi grande che non si poteva fare altrimenti che invitarla caldamente ad andarsene. Il nuovo capo della Petrobras è Aldemir Bendine, finora capo del Banco do Brasil.

Gli scandali sono inziati nel 2014. Due direttori sono stati arrestati per riclaggio di denaro, nell”Operation Carwash.

Paulo Roberto Costa, che era il capo del reparto raffinerie e distribuzione aveva creato un sofisticato sistema di cartelli e di corruzione con Alberto Youssef, un notorio riciclatore di denaro sporco. Costa è stato arrestato e ha nominato almeno dieci ditte che hanno partecipato nelle pratiche di corruzione della Petrobras, fra cui estorsione e corruzione. Le tangenti erano il 3 per cento di ciascun contratto firmato dalla Petrobras e dovevano essere distribuiti ai partiti politici, fra cui il Partito Progressista, il Partito della Democrazia Brasiliana e il Partito dei Lavoratori del presidente Dilma.

Sono stati rilasciati 62 ordini di arresto sono stati e ben venti dirigenti sono stati arrestati. Il procuratore che si occupa del caso ha detto che si tratta una organizzazione criminale gigantesca. Forse l’esempio più eclatante è quello della raffineria americana Pasadena: i belgi l’avevano comprata per 50 milioni di dollari. Dopo due anni, la Petrobras la ricompra per 1 miliardo di dollari. Un bell’investimento, eh? Il valore che aumenta di venti volte! L’acquisto fu approvato dalla stessa Dilma Rousseff che al tempo era ministro dell’energia e presidente del consiglio di amministrazione della Petrobras.

Oltre alla Petrobras c’é la storia di Eike Batista, un tempo l’ottavo uomo piu ricco del mondo, proprietario della Ogx, ditta petrolifera. Nel 2013 è andato inbancarotta e un giudice a Rio de Janeiro ha ordinato la confisca dei beni: c’e’ anche qui un caso di insider trading (reato finanziario di abuso di informazioni privilegiate, quale sfruttamento di notizie non ancora pubbliche).

Evviva il petrolio.

 

Annunci