“Più forti della repressione”. A Torino sfilano diecimila No Tav. I sindaci dal palco: “Costi esorbitanti e oscuri”

Nonostante la pioggia e i ripetuti tentativi di bloccaggio da parte delle forze dell’ordine alle stazioni di treni e metropolitane, la manifestazione No Tav a Torino ha visto una vera e propria partecipazione di massa. Tanto che anche alcuni esponenti M5S alla fine dicono che è stata una giornata in cui hanno dimostrato di essere “più forti della repressione”. In piazza Castello, dove alla fine il corteo ha trovato il suo capolinea, i sindaci della Valsusa hanno letto una delibera approvata in una trentina di Comuni in cui si punta il dito contro i costi dell’opera. Ieri il Cipe ha approvato il progetto definitivo dei 17
chilometri della tratta nazionale della Sezione Trasnsfrontaliera, pari ad una spesa, a carico dell’Italia, di 1,6 miliardi (quota che può scendere a 960 milioni se la Ue concederà il 40% del contributo). All’inizio della prossima settimana a Parigi verrà costituito il soggetto promotore che avrà l’incarico di realizzare e gestire la Torino-Lione, martedì si terrà il summit tra i governi di Italia e Francia che chiuderanno il dossier per la richiesta del cofinanziamento comunitario.

La protesta e’ stata indetta per ribadire il No alla Torino-Lione e le numerose irregolarità delle procedure dell’opera che, sembrano essere state del tutto “ignorate” dal Cipe, naturalmente.
In piazza hanno sventolato le tradizionali bandiere con il treno crociato, bandiere di Rifondazione comunista (con Paolo Ferrero che è stato presente al corteo), Cub, Fiom, Legambiente e altri. “Magistrati e giornalisti, siete voi i terroristi” gridano alcuni riferendosi alle accuse di terrorismo contestate ad alcuni attivisti. In piazza anche un trenino con le sagome dei pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, che si occupano delle inchieste legate al Tav, e il cartello “No Tav pericolosi terroristi? Ma non fateci ridere”. In coda alla manifestazioine è stato sistemato lo spezzone composto dal mondo antagonista. Il gruppo di un centinaio di antagonisti arrivato a Torino, con un treno da Milano bloccato dalle forze dell’ordine a Novara, quando la manifestazione No
Tav era ormai conclusa, ha dato comunque vita a un corteo improvvisato.

“Mi sembra una manifestazione ben partecipata – dice Sandro Plano, sindaco di Susa – che ci dice che questo tema resta vivo nella coscienza della Valle. Chiediamo – spiega – che i soldi per la Tav siano dirottati su scuola, assetto idrogeologico, treni per i pendolari, sanità, universita’ e ricerca”. “Siamo qui per le ultime decisioni della giustizia nei confronti degli attvisiti, ma anche per ribadire la nostra contrarieta’ a un’opera inutile”, ha aggiunto Perino.
La manifestazione si e’ svolta poi senza tensioni lungo tutto il percorso. Qualche uovo e’ stato lanciato contro la Caserma dei Carabinieri in via Cernaia. “Oggi in piazza a Torino – si legge in una nota firmata da M5S – abbiamo ribadito un concetto che dovrebbe essere condiviso da ogni buon amministratore del nostro Paese. Il Tav non serve, se non alle solite lobbies politico-economiche. E dietro questi interessi si celano gli appetiti delle mafie, come dimostrato dalle recenti inchieste della magistratura”. “La lotta alla grande opera inutile – conclude il M5S – non si ferma certo qua. Continueremo ad opporci a questo scempio nelle istituzioni cos come in prima linea sul territorio”.

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