Domani al corteo a sostegno della Grecia in testa lo striscione contro le morti dei migranti

Una manifestazione a sostegno della Grecia e contro le politiche di austerità, ma anche per ricordare le vittime di questi giorni nel mar Mediterraneo: il corteo di domani a Roma, organizzato dai firmatari dell’appello ‘Cambia la Grecia Cambia l’Europa’, sarà aperto da due striscioni: uno porterà scritto “No all’austerità, dalla parte giusta: cambia la Grecia cambia l’Europa”, l’altro “Basta con le morti nel Mediterraneo, no all’Europa fortezza” per denunciare l’ennesima strage in mare e per ricordare le tante vittime i manifestanti porteranno un segno di lutto e fiori. “I prossimi giorni saranno cruciali – dicono i promotori – il popolo greco torna nelle piazze per difendere le proprie scelte, espresse in libere elezioni. Non possiamo lasciarlo da solo. Il braccio di ferro fra la Grecia e la Bce e le elite dominanti europee è la prova di forza fra due idee di Europa: una solidale, l’altra egoistica. Diamo più forza alla prima, la parte giusta, insieme a tanti altri paesi e popoli del nostro continente che scenderanno in piazza in molte capitali europee”. Tra le personalità che hanno aderito all’iniziativa, il presidente di Libera don Luigi Ciotti, gli attori Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Licia Miglietta, Moni Ovadia e gli scrittori Loredana Lipperini, Maurizio De Giovanni, Nicola Lagioia, Christian Raimo. Parteciperanno organizzazioni sindacali come Cgil, Fiom e altre categorie della Cgil, associazioni e movimenti, dall’Arci ad Attac, studenti, Forum dei movimenti per l’acqua pubblica; L’altra Europa con Tsipras, Sel, Rifondazione Comunista, Sinistra critica, esponenti del Pd come Fassina, Civati, Cofferati. Al corteo parteciperanno anche l’economista greco Haris Golemis, direttore del Nicos Poulantzas Insitute di Atene e Argiris Panagopoulos, giornalista e dirigente di Syriza.

“Rifondazione Comunista domani scende in piazza – ha spiegato Ferrero – non solo per il popolo greco ma per tutti i popoli europei a partire da quello italiano: la Grecia ha aperto uno spiraglio per le classi lavoratrici di tutta Europa, per tutte le persone che non ne possono più dei diktat della Merkel, dei soldi dati ai banchieri e agli speculatori, dell’austerity che produce disoccupazione, demolisce il welfare e i diritti. Facciamo un appello alla più larga mobilitazione possibile: ora è il tempo di stare a fianco dei nostri compagni greci, ora è il tempo di stare dalla parte giusta, ora è il tempo di obbligare il Presidente Renzi a smetterla di fare il servo della Merkel e di schierarsi apertamente dalla parte di Tsipras”.

Per Nichi Vendola, leader di Sel “da Alexis e dal nuovo governo della Grecia puo’ arrivare davvero un messaggio di speranza per la Ue, mentre il vecchio Continente e’ seduto su due polveriere drammatiche: la crisi sociale con milioni di nuovi poveri e disoccupati e con il riaffacciarsi di vecchie ombre del passato come il razzismo e il nazismo, e la guerra con le sue conseguenze terribili. Due polveriere che necessitano di una risposta corale e forte”. “Difendere quell’idea di Europa dei padri fondatori – conclude Vendola – contro i fantasmi del passato, e contro gli egoismi del presente, passa oggi da Atene. Anche per questo dalla mobilitazione di domani, nel nostro Paese, inizia una fase nuova”.

Tra gli altri ad aderire anche il Nidil-Cgil. “Il voto del popolo greco –si legge in una nota- non può essere irriso né disprezzato da chi adotta invece il voto dei ‘mercati’: dalle difficoltà si esce con il confronto, anche aspro, ma consapevole della legittimazione democratica dell’interlocutore, anche se ciò implica l’interrogarsi, purtroppo in drammatico ritardo, sugli errori commessi da chi sosteneva e purtroppo ancora sostiene la menzogna dell’austerità quale leva per lo sviluppo. Milioni di poveri, greci ma anche tanti italiani ed europei, sono lì a dimostrare la fallacia e la crudeltà di una terapia che urge sostituire con politiche di sostegno alla domanda, di rispetto ambientale, di promozione della piena e buona occupazione”.

Per la Fisac Cgil, il Comitato direttivo nazionale della categoria dei lavoratori del credito della Cgil, che si e’ riunito oggi a Milano, ha approvato all’unanimita’ un dispositivo finale dove si legge che la vittoria di Syriza in Grecia, “ha di nuovo mostrato il vero volto della Troika (Commissione Ue, Bce e Fmi) e del potere esercitato nella gestione della crisi del debito nell’Eurozona”.
La Banca centrale europea, prosegue il documento, “ha dapprima, con scelta apprezzabile (non certo in rapidita’ decisionale), attuato il QE, misura straordinaria che tende a sostenere l’economia dell’Eurozona, facendo scendere il costo del debito degli stati e i tassi di interesse, rilanciando il credito e provando a disinnescare la spirale deflazionistica che si registra in Europa”. Eppure, aggiunge la Fisac Cgil, “la stessa Bce ha poi deciso che dall’11 febbraio le banche greche non potranno piu’ utilizzare i titoli di Stato ellenici come garanzia titoli, perche’ valutati ‘spazzatura’ dalle agenzie di rating”. La vittoria di Syriza, conclude la Fisac Cgil, “puo’ sicuramente costituire un importante punto di svolta nelle politiche sociali ed economiche rigoriste e antisolidali attuate fino ad oggi dall’Europa e divenire un punto di riferimento della nuova sinistra europea”.

Anche ‘Green Italia’ e i Verdi fanno sapere che parteciperanno alla manifestazione. “La Grecia- dicono- sta pagando prezzi sociali drammaticamente alti, dovuti certo alle malefatte delle passate classi dirigenti ma anche alle ricette ultrarigoriste imposte ad essa, e dunque dopo anni di sofferenze e di ricette fallimentari, guidate da un’ideologia fredda che bada ai numeri e non alle persone, e’ del tutto ragionevole dare 6 mesi di tempo alla Grecia. I partiti e i governi europei che hanno evidenziato l’urgenza di superare l’austerita’, a cominciare da quello italiano, ora alle parole devono far seguire i fatti”. Se la Grecia vince la sua sfida, aggiungono ‘Green Italia’ e Verdi, “per una svolta radicale nelle politiche europee che mettano al centro l’interesse delle persone e l’esigenza di radicali innovazioni nel modello economico, a cominciare dalla riconversione ecologica, a vincere- concludono- sara’ l’unica idea realistica e desiderabile di Europa”.

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