Swissleaks, solo la punta dell’iceberg

  • Swissleaks, solo la punta dell'iceberg

ROMA – Qualche anno fa, nel 2012, uno dei più grandi gruppi  bancari del mondo, con sede legale nei Docklands di Londra, ma con affari in ogni parte del globo, finì sotto inchiesta per riciclaggio: grazie a controlli poco accurati, gli sportelli della HSBC furono utilizzati da produttori e trafficanti di droga dal Messico per riciclare denaro sporco.

Lo stesso anno furono condotte delle indagini per verificare se grazie alla banca inglese alcune aziende fossero riuscite ad aggirare le sanzioni contro l’ Iran. Il rapporto denunciò che i controlli attuati dalla banca erano “senza efficacia”.

Nei giorni scorsi, la stessa banca è tornata ad occupare i riflettori mediatici a causa della “nuova lista Falciani”: la Guardia di Finanza ha da tempo concluso gli accertamenti sui 5.439 nomi di italiani contenuti nella prima lista Falciani, che le autorità avevano ottenuto cinque anni fa. Una nuova inchiesta denominata dai media “Swissleaks” che promette nuove rivelazioni che potrebbero aprire un nuovo fronte d’indagine e scrivere una nuova lista Falciani con  centinaia di nominativi di italiani, sconosciuti e vip, che hanno sottratto redditi a tassazione e nascosto i propri guadagni nei conti correnti della HSBC.

Secondo Meinzer, dell’organizzazione Tax Justice Network di Londra, “ci sono prove evidenti ormai che diversi Paesi membri dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), falliscono nel perseguire legalmente gli illeciti finanziari”.

Dagli archivi della sede svizzera della HSBC, infatti, sarebbero venuti fuori anche i nomi dei finanziatori, e quindi potenziali mandanti, di molti eventi cruenti degli ultimi anni. Tra i titolari di alcuni conti ci sarebbero diversi membri della cosiddetta ‘Golden chain’, ovvero i finanziatori di Al Qaida. A rivelarlo è stato Le Monde, citando documenti condivisi con il International consortium of investigative journalists. Documenti “scottanti” come quello che spiega i movimenti di denaro di un principe saudita che avrebbe “aiutato” Osama Bin Laden. O come il conto corrente della moglie di un altro nobile saudita da cui emergerebbero pagamenti a uno dei presunti attentatori dell’11 settembre. E, sempre secondo Le Monde, tra i titolari dei conti correnti ci sarebbe anche l’ex tesoriere di un’organizzazione che si sarebbe occupata di riciclare denaro per conto di Al Qaida.

Una lista interminabile. Possibile che nessuno della banca si fosse reso conto di chi erano i depositi bancari? Eppure molti di questi nomi erano noti da molto tempo. Dal 2002, quando una copia della ‘Golden chain’ fu  scoperta a Sarajevo. Nomi di potenziali terroristi o almeno di persone colluse con i movimenti terroristi. Ma che per l’ HSBC erano normali clienti. Tanto che ha continuato a curarne gli interessi. Eppure, stando al rapporto del senato Usa del 2012, i vertici della banca e il suo ‘servizio di conformità’, avrebbero dovuto “vigilare” sulla natura del denaro versato dai clienti, sapevano che queste persone erano accusate di legami con il gruppo terroristico.

Ma non basta. Secondo The Guardian, anche altri movimenti transitati per le casse dell’HSBC sarebbero poco chiari. Pare, ad esempio, dai conti correnti svizzeri dell’HSBC intestati ad alcuni ricchi magnati siano stati inviate decine e decine di milioni di dollari in donazioni alla Fondazione che fa riferimento alla famiglia Clinton. Donatori con nomi di spicco come Frank Giustra, miliardario canadese del settore minerario, l’imprenditore britannico Richard Caring o l’ex pilota di Formula 1, Michael Schumacher o Jeffrey Epstein, finanziere condannato per pedofilia.

Come ha detto Markus Meinzer, il “caso Swissleaks” non è altro che la punta dell’iceberg: “Il problema non riguarda solo la banca HSBC, ci sono altre banche le cui operazioni illecite non sono ancora state rivelate”, sostiene Meinzer, “quanto è trapelato oggi dall’inchiesta internazionale Swissleaks mostra chiaramente l’esistenza di un problema fondamentale riguardante lo scambio di dati tra i diversi enti finanziari”.

Annunci