La Grecia punta i piedi e fa fallire la riunione dell’Eurogruppo

Toccherà ai capi di stato oggi trovare una via d’uscita politica dal groviglio della vicenda greca, e poi ancora lunedì prossimo di nuovo all’Eurogruppo. I ministri dell’Eurogruppo ieri hanno totalizzato un fallimento netto. E quando a notte inoltrata termina la riunione non riescono nemmeno a scrivere un comunicato congiunto, il nodo resta quello dell’estensione degli aiuti, che Atene rifiuta. Il Governo greco è fermo sulle sue posizioni e non ha intenzione di retrocedere: rinnega l’austerità, non vuole più vedere la Troika e rifiuta il piano di aiuti europeo come è oggi, e propone di sostituirlo con qualcosa che dia a Tsipras e ai suoi ministri margine di manovra per attuare il loro programma di Governo che dia sollievo alla popolazione.

“Ci sono stati progressi ma non abbastanza per arrivare ad una soluzione comune”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem al termine della riunione. Molti ministri avrebbero voluto che la Grecia chiedesse un’estensione del programma attuale di aiuti, che avrebbe dato loro la possibilità di negoziare, ma all’interno di una cornice definita e garantita. Ed erano pronti a spedire i tecnici dell’Euro Working Group ad Atene per lavorare assieme al nuovo Governo alle modifiche possibili al piano. Ma Dijsselbloem ha spiegato che “serve prima una base comune politica”, e “poi gli esperti potranno lavorare a quella tecnica”. Niente tecnici ad Atene quindi e niente negoziati a livello di Eurogruppo prima di lunedì, quando ci sarà una nuova riunione a Bruxelles. “E’ stata una discussione fruttuosa. A tratti un pochino troppo franca nei toni, ma sono ottimista. Proseguiamo la conversazione lunedì”, ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.

Di toni “accesi” parla anche Dijsselbloem, al termine di una conferenza stampa cominciata con due ore di ritardo. Alle 22 la riunione era finita e i ministri si erano accordati su una formula da inserire nel comunicato finale. Si parlava di accordo su un programma da estendere, emendare e concludere, tre parole per accontentare tutte le parti: i tedeschi che vogliono che il programma sia portato a compimento, i greci che vogliono modificarlo, e tutti quei Paesi che vorrebbero un’estensione del piano che tenga la Grecia ancora sotto tutela della Troika. Ma il comunicato non ha mai visto la luce: il ministro Yanis Varoufakis, dopo una telefonata ad Atene, ha chiesto che venisse tolta la parola ‘estendere’, e così tutti gli altri hanno ripiantato i loro paletti, decisi a non darla vinta ai greci. Che immediatamente dopo la fine dell’Eurogruppo hanno diffuso un comunicato da Atene con cui respingono l’estensione del programma di salvataggio.

A Bruxelles Varoufakis, al termine della riunione, mantiene toni più concilianti: è stata “molto costruttiva, spero in una soluzione ottimale lunedì”, ha detto alla stampa. Ma la sua prova di forza di fronte ai 18 partner di Eurolandia lascia l’Eurogruppo spiazzato, stravolge l’ordine dei lavori e lo costringe ad una conferenza stampa stringata al termine dei lavori.

controlacrisi.org
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